Rifiuti speciali abbandonati Denunciato un costruttore

Sequestrata area di 1.250 metri quadri: scoperte anche lastre di eternit in frantumi È la terza discarica abusiva in pochi mesi individuata in città. I controlli proseguono
AVEZZANO. Costruttore denunciato dalla polizia locale per aver abbandonato rifiuti speciali (lastre di eternit in frantumi, bancali, balle di lana di roccia, cemento, forati) di cantiere su un’area di circa 1.250 quadrati posta sotto sequestro: gli agenti del reparto tuteta dell’ambiente, guidati dal capitano Adriano Fedele, in collaborazione col maresciallo Giuseppe Covello, hanno affisso i sigilli alla vasta area trasformata in deposito di rifiuti speciali di cantiere, misti a terre da scavo, pignorata dal giudice delle esecuzioni del tribunale di Avezzano a marzo dell’anno scorso. Il titolare della ditta Adria Mars, D.C.M., prima proprietario dell’area, in via Buonarroti a Caruscino, utilizzata in parte per la realizzazione della prima tranche del complesso immobiliare di villette a schiera, è stato denunciato alla procura della Repubblica con l’accusa di attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Gli scarti, infatti, sono stati ammucchiati nel terreno vicino al lotto di costruzione delle case. Salgono a tre, quindi, nell’arco di pochi mesi, le aree in centro e periferia finite nel mirino della polizia locale. L’ultimo sequestro in ordine di tempo del reparto tutela dell’ambiente guidato dal capitano Fedele, con la supervisione del comandante Luca Montanari, è stato messo a segno nell’area del nucleo industriale, dove gli agenti hanno trovato una mega discarica di un migliaio di metri quadri coperti da una coltre di rifiuti plastici di ogni genere, ammassati anche nel capannone industriale un tempo utilizzato da una società che operava nel trattamento delle materie plastiche. Ora nell’area, affidata in custodia a M.L., amministratore della Geim srl, la società proprietaria dell’immobile dove fino ad alcuni anni fa ha esercitato l’attività di trattamento delle materie plastiche, la Union, si attende il sopralluogo dei tecnici dell’Arta per la caratterizzazione dei rifiuti che dovrebbe far scattare le procedure per la bonifica e la contestazione del reato ai responsabili. Qualche mese fa, invece, i sigilli sono scattati su un’area di 4.500 metri quadrati, in via Cassinelli, di proprietà della società “Immobiliare preziosa”, che fa capo alla famiglia Amatilli.
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