Rifiuti, Sulmona per ora riapre Biondi: pronti a cercare altrove

3 Agosto 2023

Cogesa permette di nuovo il conferimento in discarica all’Asm aquilana, ma il braccio di ferro continua Il sindaco: «L’immondizia non verrà lasciata in strada. L’obiettivo è trovare l’intesa che soddisfi tutti» 

L’AQUILA. Si infiamma la questione dei rifiuti portati dall’Aquila a Sulmona. Dopo l’episodio di martedì – i due camion che non hanno potuto scaricare nella discarica di Noce Mattei – da fonti dell’aquilana Asm si apprende che il Cogesa ha riaperto momentaneamente le porte al capoluogo di regione per il conferimento dei rifiuti nell’impianto sulmonese, ma andrà trovata al più presto una soluzione.
BIONDI RASSICURA
«I rifiuti non verranno lasciati in strada», afferma il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che va giù duro sulla questione: «Quella di non far scaricare i nostri rifiuti è una decisione unilaterale del Cogesa, del tutto fuori da ogni civile rapporto istituzionale di reciproco rispetto che, come Comune dell’Aquila, abbiamo sempre perseguito». Aggiunge: «Anche nei mesi scorsi, quando il consorzio è di fatto rimasto orfano di governance, ci siamo prodigati per la ricerca di un accordo condiviso che permettesse di rinnovare il contratto, scaduto il 31 dicembre scorso».
«Non è il caso di mettere benzina sul fuoco, quando la questione sarà definita dirò la mia», dice invece l’amministratore unico di Asm Lanfranco Massimi, che esprime amarezza per la vicenda «perché si tratta di un comportamento del Cogesa che non mi è piaciuto».
TONNELLATE DI RIFIUTI
Il contratto in essere stipulato dal Comune dell’Aquila con il Cogesa, scaduto a fine anno scorso, prevede il conferimento a Noce Mattei di 22mila tonnellate l’anno di indifferenziato, la trattativa per il rinnovo si è incagliata sul prezzo per il conferimento da parte dell’Asm. Cogesa ha infatti chiesto un aumento cospicuo, sia relativo alle ultime due annualità sia per il futuro rinnovo. Condizioni ritenute inaccettabili, da Asm in primis come dal Comune dell’Aquila.
CRISI COGESA
Crediti non riscossi per 8,6 milioni di euro, a fronte di oltre 6 milioni di debiti. Queste cifre hanno mandato in crisi il Cogesa, in aggiunta alla posizione debitoria dell’Aquila che ha continuato ad avere una tariffa dei rifiuti bloccata a 110 euro a tonnellata, un prezzo ritenuto “fuori mercato”. Cogesa chiede infatti ad Asm tariffe più alte, a causa di presunte problematiche legate alla qualità dei rifiuti provenienti dall’Aquila, per adeguarsi a quanto pagato dagli altri Comuni soci, ma l’Asm è decisa a mantenere le tariffe come da contratto.
IL BRACCIO DI FERRO
La decisione di bloccare i rifiuti dall’Aquila a Sulmona è stata presa dopo lunghe trattative, rivelatesi infruttuose, dal cda di Cogesa, revocato a fine 2022, sostituito provvisoriamente dall'amministratore unico Franco Gerardini che sollevò la questione del capoluogo di regione. Dopo pochi mesi, a sua volta, Gerardini venne defenestrato ed ora l’attuale cda composto da Nicola Guerra e dai consiglieri Sandro Ciacchi e Valentina Di Benedetto ha adottato la linea dura intrapresa proprio da Gerardini.
Una prova di forza che può essere rischiosa, quella messa in atto da Sulmona nei confronti dell’Aquila, in quanto la partecipata aquilana è il “socio di maggioranza” di una società che senza quelle quote perderebbe un sesto degli incassi totali con un bilancio ancor di più ingestibile dell'attuale.
«Il nostro obiettivo», chiarisce il sindaco Biondi è quello di giungere a un accordo che soddisfi le esigenze di entrambe le parti, senza che nessuna debba rinunciare ai propri diritti. Qualora questo non dovesse accadere, valuteremo soluzioni alternative».
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