Riflettori sullo Strano film festival

5 Settembre 2017

Capestrano, successo della prima edizione. Premio a “La Tomba del truffatore”

CAPESTRANO. Lo scenario suggestivo della Valle del Tirino, l'autentica storicità del castello Piccolomini, nel borgo di Capestrano e la spinta innovatica della creatività. Questi gli ingredienti del successo della prima edizione di Strano film festival, che si è concluso a Capestrano. Evento che ha visto la partecipazione attiva del Comune di Capestrano, della protezione civile, delle forze dell'ordine, della Pro loco e di tanti volontari. La giuria internazionale, composta da da Emily Yoshida, critico del New York Magazine Vulture, Denis Schnegg, direttore artistico che in questi luoghi ha girato “The American”, con George Clooney, Beatriz Leal Riesco, curatore indipendente e programmatrice dell'African Fil Festival, hanno assegnato il primo premio al film “La Tomba del truffatore”, di Federico Francioni e Yan Cheng. La storia è ambientata in un museo del XXI secolo: sul coperchio di un’antica tomba greca, un tuffatore viene colto nell’atto estremo, sospeso, del volo, il passaggio dalla vita alla morte. Intorno a lui, turisti venuti in pellegrinaggio da tutto il mondo. Nella sua vorticosa caduta il protagonista esplora un paradiso artificiale, la costiera amalfitana, in cui il tempo è indistinto. «Abbiamo selezionato questo lavoro per la fotografia, il montaggio ma soprattutto per il suono. Il film ha creato un ritratto di luoghi e persone che vivono e passano oltre con un’energia in costante evoluzione che può manifestarsi solamente attraverso il cinema», ha spiegato la giuria, «un cortometraggio che racconta il territorio attraverso un linguaggio profondo e intuitivo». Menzione d’onore per il film franco-tunisino “Voyageur” di Nao Maltese e l’italiano “Belva Nera” di Rigo de Righi & Matteo Zoppis. I cortometraggi in concorso hanno toccato temi come la pastorizia, la migrazione, la protezione dell’ambiente, la mafia, le tradizioni locali, gli oceani e i terremoti, l’arte e il turismo. «Strano Film Festival ha creato, per la prima volta, un evento inclusivo che ha visto la partecipazione di persone da provenienti anche dall'estero», ha spiegato Simonetta Caruso, una delle organizzatrici, «il festival si è rivelato una vera e propria celebrazione della terra non solo come generatrice di frutti, ma di cultura, tradizioni e storie che vale la pena raccontare».
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