Rifondazione, per ora di sicuro c’è la non adesione all’area Pd

L’AQUILA. Tutto rinviato a martedì. La posizione di Rifondazione comunista, rispetto alle prossime amministrative, si conoscerà, probabilmente, soltanto allora, quando a Villa Gioia, alle 18, si...
L’AQUILA. Tutto rinviato a martedì. La posizione di Rifondazione comunista, rispetto alle prossime amministrative, si conoscerà, probabilmente, soltanto allora, quando a Villa Gioia, alle 18, si riuniranno gli iscritti comunali – una cinquantina di persone – del partito per discutere dove si posizionerà Rifondazione comunista alle elezioni di primavera: sarà dialogo con il centrosinistra e alleanza con il Pd, oppure rottura subito e allora andrà avanti da solo?
Un candidato sindaco, espressione di Rifondazione, per ora, ancora non c’è, ma è probabile che uscirà tra martedì e i giorni successivi, quando partirà la discussione. L’impressione è che Rifondazione abbia intenzione di lottare contro tutto e contro tutti, per poter tracciare una sua strada e andare avanti con un proprio candidato, senza scendere a compromessi con il Pd, il cui rapporto di amore-odio crea qualche fastidio. E vedere poi cosa succederà al secondo turno. Così è stato deciso ieri (nella foto) nel corso del congresso provinciale del partito, che si è tenuto al Centro di servizio per il volontariato. Un congresso in cui, forse per lucida volontà, o forse per mancanza di tempo, si è voluto evitare il dibattito sul tema dei temi: le coalizioni, le strategie, le alleanze in vista delle prossime amministrative. Una competizione tutt’altro che tranquilla, quella che si prospetta. Al congresso del Prc ieri hanno preso parte molte voci politiche: dal sindacato (Cgil) all’Anpi, con Fulvio Angelini; ai rappresentanti del Pd locale, con Stefano Albano, fino a Ettore Di Cesare, che ha avviato un nuovo percorso con Appello per L’Aquila e L’Aquila che Vogliamo di Vincenzo Vittorini. C’era anche Fabio Ranieri, da poco fuoriuscito dal Pd, e che da poco ha aderito ai Democratici progressisti di D’Alema e Bersani. Movimento che potrà contare su una trentina di iscritti che lasceranno il Pd aquilano. Ieri è stato votato il documento del segretario uscente Paolo Ferrero, documento in cui si propone Maurizio Acerbo come segretario nazionale.(m.g.)
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