Rifugiati disabili e anziani raggiunti dai parenti ad Avezzano

23 Marzo 2022

Hanno dai 3 mesi agli 85 anni e da oggi hanno trovato accoglienza in Italia. Sono le 83 persone fragili, bambini, anziani e diversamente abili che la Croce Rossa Italiana ha fatto evacuare da Leopoli...

Hanno dai 3 mesi agli 85 anni e da oggi hanno trovato accoglienza in Italia. Sono le 83 persone fragili, bambini, anziani e diversamente abili che la Croce Rossa Italiana ha fatto evacuare da Leopoli e portato ieri nostro Paese con un convoglio di 36 mezzi. Provengono da varie zone dell’Ucraina, da Lutsk a Kharhiv fino a Kiev, e ora sono stati distribuiti in varie regioni italiane grazie al supporto della Protezione civile e del Terzo settore, in particolare dell’Arci. Nove profughi avendo parenti in Italia li hanno raggiunti a Catania, Avezzano e Verona. Gli altri hanno trovato ospitalità in parte nel sistema nazionale di accoglienza e in parte nei posti messi a disposizione dall’Arci in varie regioni, tra cui Umbria, Toscana, Abruzzo, Basilicata e Liguria, Puglia. «I più anziani», ha detto Ignazio Schintu, direttore Operazioni, emergenze e soccorsi della Cri, «sanno che non rivedranno più la loro terra». Schintu ha raccontato quanto ha visto in Ucraina. «È una situazione irreale», ha detto, «all’interno delle città la gente continua in qualche modo a vivere normalmente. Ci sono cadaveri per strada e palazzi distrutti. Le sirene suonano in continuazione, ma la maggior parte della gente non va nei bunker perché ormai si è abituata. Sembrava di essere in un film di guerra della peggior specie. La gente muore di fame, gli aiuti non riescono ad arrivare nelle zone del conflitto vero. Ai confini è un continuo passare donne, bambini e anche molti animali».