Rifugiati, una montagna di cause

Centinaia di ricorsi al tribunale contro il mancato riconoscimento di asilo. Ieri discussi quattro casi
L’AQUILA. L’emergenza immigrazione fa sentire i suoi effetti anche a palazzo di giustizia. Lì, da non molto tempo, pendono davanti al giudice centinaia di impugnazioni contro il diniego dello status di rifugiato pronunciato dalla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale che si trova ad Ancona.
Un mare magnum di carte, dunque, considerando che secondo la prefettura dell’Aquila i rifugiati ufficiali nella provincia sono circa 460. E tutto lascia pensare che aumenteranno esponenzialmente in pochi anni. Ecco cosa succede. I migranti chiedono alla Commissione il riconoscimento dello status di rifugiato. Ma la commissione, che non è di manica larga, mediamente dice sì solo al dieci per cento delle domande e forse anche meno. Tre sono i livelli di tutela: rifugiato politico, protezione sussidiaria, protezione umanitaria. Ecco allora che entra in gioco il tribunale, visto che vi affluisce una montagna di impugnazioni che devono essere perorate da un avvocato. Anche perché qui si applica l’istituto del gratuito patrocinio. Dopo il deposito dell’opposizione è (solitamente) sospesa la bocciatura della commissione per cui il presunto rifugiato resta in Italia e spese dello Stato.
Ieri mattina sono state fatte 4 istruttorie proprio davanti al presidente del tribunale, Ciro Riviezzo, per conto di un gruppetto di giovani aspiranti rifugiati africani le cui ragioni sono state fatte valere dall’avvocato Simona Giannangeli.
Non si tratta di procedure lunghe conoscendo i tempi di giustizia ma comunque parliamo di diversi mesi; poi se il rifugiato ricorre in Cassazione si tratta di aspettare degli anni.
Una matassa difficile da sbrogliare. In quanto a fronte dell’aspetto umanitario c’è anche il trucco di chi sa bene di non avere i requisiti per ottenere la protezione internazionale ma, di fatto, resta degli anni in Italia a spese dello Stato anche per le parcelle legali, in attesa che la pratica sia terminata.
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