«Rigopiano, una ferita aperta»

23 Gennaio 2022

Ripercorsa la drammatica vicenda: «Massimo impegno per il processo»

L’AQUILA. La drammatica vicenda di Rigopiano trova spazio anche nella cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte d’Appello dell’Aquila.
Nella sua relazione, la presidente Fabrizia Francabandera ha voluto rivolgere un pensiero per le vittime di quel disastro che si verificò il 18 gennaio del 2017 a Rigopiano dove una valanga spazzò via l’hotel facendo ben 29 vittime. Lo ha fatto cercando anche di riportare la vicenda processuale sul giusto binario, per sgombrare il campo dalle tante affermazioni fuori luogo fatte da molti sulla lungaggine del procedimento. Un doveroso ricordo «nel quinto anniversario dei tragici fatti dell’hotel Rigopiano», ha detto Francabandera, «che ferite inguaribili hanno lasciato non solo nelle famiglie delle vittime, alla cui memoria ci inchiniamo, ma nell’intera comunità abruzzese e nazionale». E qui inserisce una considerazione, alla quale va rivolta la massima attenzione, sull’andamento del processo che, va ricordato, conta ben 250 parti tra imputati, avvocati, parti civili e parti offese. «Il processo che si occupa dei profili penalistici di quelle drammatiche circostanze sta facendo regolarmente il suo corso anche se i tempi sono quelli resi necessari dall’estrema complessità della ricostruzione dei fatti, dal numero degli imputati con posizioni di garanzia molto differenziate tra loro, dal gran numero di parti civili. Mi è accaduto», e qui il presidente della Corte entra nel vivo del problema, «di leggere che del tempo sia trascorso inutilmente, ma posso assicurare che massimo è stato, ed è tuttora, l’impegno del tribunale di Pescara nel portare avanti, dopo la pausa imposta dal lockdown, in piena sicurezza sanitaria, il compito difficile che la legge gli assegna, nel rispetto delle garanzie della difesa e delle legittime attese delle famiglie delle vittime».
Il processo di Rigopiano, attualmente nella fase preliminare davanti al gup Gianluca Sarandrea, sta viaggiando in tempi sicuramente brevi per la complessità del caso. Il 28 gennaio verrà definita la posizione dell’unico imputato, sui 30 coinvolti, che ha scelto la via del rito ordinario. Tutti gli altri verranno giudicati in questa stessa fase preliminare con il rito abbreviato e quindi, quasi sicuramente, entro il 2022: e dunque, fatto indubbiamente eccezionale per un processo del genere, il primo grado troverà definizione nel giro di due anni dall’inizio della fase preliminare (luglio 2019), che ha subìto dei rallentamenti, ma dovuti soltanto alla pandemia (esplosa a gennaio 2020 e ancora in corso). Appena gli esperti nominati dal giudice depositeranno la loro perizia (per la quale è stata accordata una proroga di 3 mesi) partirà la discussione sugli abbreviati con una calendarizzazione che sarà serrata.
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