Rimborsi non dovuti dal Comune Sindaco e funzionaria condannati

11 Ottobre 2022

La Corte dei conti riconosce il danno erariale: Angelilli dovrà restituire diecimila euro al municipio Al primo cittadino contestati viaggi non necessari o pagati due volte e richieste prive di documenti

PACENTRO. Era finito sotto inchiesta per aver chiesto al Comune rimborsi per spese di viaggio e di missione in assenza dei relativi presupposti. Rimborsi che la responsabile del competente servizio comunale ha erogato nonostante presentassero irregolarità sotto il profilo sostanziale e formale. Nei giorni scorsi i giudici contabili hanno presentato il conto, condannando per danno erariale sia il sindaco di Pacentro Guido Angelilli sia il funzionario comunale Enrica Garofalo. Il primo dovrà risarcire il Comune con diecimila euro, mentre il funzionario è stato condannato a pagare cinquemila euro.
L’inchiesta portata avanti dal nucleo della guardia di finanza di polizia economico-finanziaria dell’Aquila e coordinata dal maggiore Aurelio Soldano, già comandante della compagnia di Sulmona, erano partite all’inizio del 2021 su sollecitazione dei consiglieri di minoranza del Comune di Pacentro. Dalle indagini è emerso che molti viaggi effettuati per recarsi da Pescara dove il sindaco risiede, a Pacentro, per i quali era stato chiesto il rimborso, erano relativi a situazioni nelle quali la presenza del sindaco era di carattere ampiamente discrezionale.
Per quanto riguarda le spese di missione, per quindici viaggi effettuati alle sedute del consiglio direttivo di un altro ente, il sindaco Angelilli aveva ottenuto un’indebita duplicazione dei rimborsi, in quanti liquidati sia dall’altro ente che dal Comune. Inoltre, sotto un secondo profilo, risultava la non corretta liquidazione delle somme spettanti, in quanto il calcolo della distanza chilometrica e delle spese autostradali aveva preso in considerazione come luogo di partenza Pescara e non la sede comunale di Pacentro.
Ultima contestazione quella relativa al mancato rispetto dei requisiti di ordine formale, risultando che le richieste di rimborso erano prive di documentazione allegata volta a fornire prova delle attività svolte. Il sindaco era finito sotto inchiesta anche per truffa aggravata, ma per questo reato la procura del tribunale di Sulmona ha chiesto l’archiviazione.