Rimborsi spesa negati a chi lotta contro il cancro

19 Giugno 2014

Spese di viaggio per andare all’Aquila a carico dei malati, l’ira del Tdm Il caso di un uomo che vive con 500 euro di pensione al mese: «Sono disperato»

AVEZZANO. Malati oncologici costretti a trasferte estenuanti all’Aquila per la radioterapia e senza alcun tipo di rimborso. È la situazione dei pazienti marsicani malati di tumore che, oltre a far fronte a una malattia molto aggressiva, devono fare i conti anche con una burocrazia e una politica che resta indifferente e che, spesso, ci mette anche del suo per peggiorare la situazione.

Ne è l’emblema S.D.B., 60 anni, avezzanese, malato da tempo. Ha consegnato tutte le ricevute delle spese sostenute per le cure e le trasferte all’Aquila, le ha raccolte come gli era stato chiesto e le ha portate alla sede Asl di via Monte Velino ad Avezzano.

«Le ho date all’addetta allo sportello», racconta, «sono passati diversi mesi e non mi è stato rimborsato nulla. Ho anche riempito una richiesta su un modello prestampato, ma alla fine mi sono ritrovato senza alcun rimborso. Non ci sono i soldi: mi hanno risposto quando sono andato a chiedere chiarimenti. Ora con la mia pensione di 500 euro devo pagare le spese per curarmi all’Aquila, visto che ad Avezzano il servizio non è disponibile. Come farò ad andare avanti?».

Come lui, in realtà, ci sono molti marsicani, famiglie disperate che lottano senza un aiuto, con le proprie forze, e anche senza rimborsi. Lo conferma anche il Tribunale per i diritti del malato.

«I pazienti oncologici sono tantissimi e purtroppo la Regione non gli dà più neanche il sussidio perché è stato cancellato il capitolo di bilancio», spiega Stefano Di Giuseppe, responsabile dell’associazione, «nonostante il bacino della Marsica è molto grande e la domanda purtroppo è molto alta non capiamo perché non si provveda ad attivare il servizio di radioterapia anche all’ospedale di Avezzano».

Oltre a doversi spostare all’Aquila i pazienti sono costretti a pagare di tasca propria le trasferte e quando ci sono problemi economici in famiglia è difficile sostenere le spese. La sospensione dei rimborsi fu disposta con una determina dirigenziale della Regione Abruzzo, firmata nell’ottobre 2010. «Abbiamo dovuto coinvolgere la Comunità montana per poter assistere un extracomunitario di San Benedetto che doveva sottoporsi alla radioterapia ma non aveva i soldi neanche per pagarsi il biglietto dell'autobus», racconta Di Giuseppe, «visto che la Asl non vuole attivare la radioterapia ad Avezzano, deve almeno provvedere a un servizio gratuito per accompagnare i pazienti marsicani al San Salvatore assicurando così a tutti le cure necessarie».

Intanto, fino a oggi, nonostante le proteste e le richieste di famiglie disperate e pazienti coraggiosi che vivono il dramma della malattia giorno per giorno, nulla è stato fatto.

Pietro Guida

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