Rimborso tasse, decide la Corte europea

La controversia per l’Iva versata e poi richiesta da un notaio, le tasse erano sospese per il terremoto
L’AQUILA. Un notaio dell’Aquila nel periodo aprile 2009-luglio 2010 aveva pagato l’Iva per intero nonostante la tassazione fosse stata sospesa. Nel 2011 il governo decise che la restituzione delle tasse non pagate sarebbe avvenuta al 40 per cento e non al cento per cento.
Per questo il professionista ha chiesto all’Agenzia delle entrate la restituzione del 60 per cento (poco più di 100.000 euro) che alla luce della normativa del 2011 (la restituzione iniziò nel gennaio 2012) non era dovuta. La questione è ora approdata in Cassazione dopo una prima decisione della Commissione tributaria che negava il rimborso e la sentenza di Appello che invece dava ragione al notaio. La Cassazione con una ordinanza, pronunciandosi sul ricorso dell’Agenzia delle entrate, ha tirato in ballo l’Europa.
«Questa Corte», si legge nella motivazione, «quale giudice di ultima istanza e alla luce degli orientamenti rinvenuti nella giurisprudenza dell’Unione Europea intende domandare alla Corte di giustizia dell’Unione Europea – previa sospensione del presente giudizio – di pronunciarsi in via pregiudiziale, ai sensi del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, sulla seguente questione: se i principi dichiarati nell’ordinanza dell’Agenzia delle entrate nonché nella sentenza di primo grado consentono ai contribuenti di ottenere il rimborso, nella misura del 60%, di quanto versato a titolo di Iva nel periodo tra aprile 2009 e dicembre 2010 in relazione al terremoto che ha interessato il territorio abruzzese il 6 aprile 2009».
L’Agenzia delle entrate aveva rigettato la richiesta «sul presupposto che l’originaria disposizione escludeva il rimborso di quanto già versato».
Il notaio aveva fatto causa «deducendo l’irragionevolezza della conclusione del giudice di primo grado, dovendosi ritenere del tutto omogenea la situazione di coloro che non hanno versato l’imposta, ammessi a fruire di una riduzione del pagamento da effettuare, e di coloro che, invece, operati i versamenti, possono richiedere il rimborso delle maggiori somme corrisposte, tesi questa in linea con l’interpretazione della Corte di cassazione sull’omologa previsione riferita al sisma del 1990 in Sicilia». L’ultima parola ora tocca alla Corte di giustizia europea.
All’epoca (stiamo parlando del periodo tra il 2010 e il 2011) si disse che in totale (privati e imprese) le tasse da restituire ammontavano a un miliardo di euro.
La restituzione del solo 40 per cento fu disciplinata dalla legge 183 del 2011 (legge di stabilità 2012) che previde all’articolo 33, comma 28 «dal primo gennaio 2012 la ripresa della riscossione dei tributi e dei contributi sospesi in favore dei contribuenti residenti nelle zone dell'Abruzzo colpite dal sisma con l'applicazione dell'abbattimento del 60 per cento dei tributi e dei contributi o dei carichi iscritti a ruolo oggetto di sospensione».
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