Rimborsopoli agita la Provincia Benzina e autostrada ai consiglieri

Polemiche innescate dal vecchio vicepresidente Pisegna Orlando, gli attuali amministratori s’infuriano «È una regola, le accuse sono sterili e di basso profilo. Gli sprechi da prendere in esame sono altri»
AVEZZANO. Il caso rimborsopoli in Provincia è tutto marsicano, esploso in queste ore, tra attuali e vecchi consiglieri dell’Ente, sulla possibilità di ottenere indennizzi legati all’attività amministrativa. La legge Delrio che ha riorganizzato (ma non cancellato) le Province era stata chiara: nessuna indennità a presidenti e consiglieri provinciali. E infatti nessun politico che ha ricoperto un ruolo in Provincia dell’Aquila ha avuto un euro fino a luglio 2017. Ma la Corte dei Conti ha cambiato le carte in tavola e da qui è nata la diatriba.
«Ho fatto una domanda e mi è stato risposto che c’è una sentenza del dicembre 2016 che permettere di avere dei rimborsi», ha precisato l’ex vicepresidente della Provincia, Nicola Pisegna Orlando, anche ex sindaco di Collelongo ed ex consigliere comunale di Avezzano, «perché il segretario non l’ha applicata per la precedente amministrazione in carica fino a luglio 2017? La legge Delrio chiarisce che non ci sono indennità per chi fa l’amministratore provinciale e quindi chi intraprende questa strada dovrebbe saperlo. Non vedo perché adesso, chi amministra, si lamenta che lo fa a titolo gratuito. Sono stato accusato per l’indennità di carica che percepivo da amministratore regionale, ma ricordo a queste persone che mi sono candidato e sono stato eletto dal popolo. Leggerò la sentenza della Corte dei Conti».
Nella disputa è intervenuto anche il segretario dell’Ente, Paolo Caracciolo, chiarendo che la Corte dei Conti del 20 dicembre 2016 ha previsto il rimborso spese viaggi anche per i consiglieri provinciali prevedendo come presupposto l’autorizzazione del presidente dell’Ente. Circa 100 euro al mese. «Quando ci siamo insediati, è stato previsto da una sentenza che i consiglieri potevano avere un rimborso del ticket autostradale e di un quinto del prezzo della benzina per i chilometri percorsi», hanno chiarito i consiglieri Gianluca Alfonsi, Alfonsino Scamolla, Roberto Giovagnorio e l’ex Alberto Lamorgese, «non lo abbiamo deciso noi, ma è una regola. Ogni 4 mesi ci rimborsano, previa esibizione delle ricevute di viaggio. Non prendiamo gettoni di presenza né indennità e viaggiamo in tutta la provincia a spese nostre. La polemica è sterile e di basso profilo, soprattutto perché ci sono ben altri sprechi da prendere in esame per chi è attento alla politica». Secca anche la replica del presidente Angelo Caruso, per il quale «i rimborsi non sono un problema dal momento che non mi spettano. A chi ha innescato questa polemica rispondo che nel territorio ci sono vicende più serie di cui occuparsi». (e.b.)
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