Rimosso un altro balcone al Piano Case di Cese
L’AQUILA. Nuovo blitz della Forestale al Progetto Case di Cese di Preturo, per rimuovere un balcone pericolante e inserirlo nel materiale probatorio dell’indagine. L’intervento c’è stato in via...
L’AQUILA. Nuovo blitz della Forestale al Progetto Case di Cese di Preturo, per rimuovere un balcone pericolante e inserirlo nel materiale probatorio dell’indagine.
L’intervento c’è stato in via Volontè alla piastra 14. Il balcone, dopo una prima osservazione, è sembrato essere realizzato male sotto tutti i profili a conferma delle tesi dei forestali.
Si è trattato di un’operazione molto laboriosa e pericolosa alla presenza anche di addetti comunali e degli operatori di una ditta privata che è iniziata in mattinata e si è conclusa solo dopo le 14. A coordinare tutto i forestali.
Sempre nella stessa zona è stato individuato un altro balcone pericolante che sarà presto rimosso. Si trova nella piastra 21.
Nei mesi scorsi 800 balconi sono stati sequestrati in 494 appartamenti per ordine del giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila dopo gli accertamenti della procura della Repubblica affidati alla stessa Forestale, nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria aperta a seguito del primo crollo, il 2 settembre 2014, che ha portato a iscrivere 37 persone nel registro degli indagati con le accuse di truffa aggravata ai danni dello Stato da 18 milioni di euro, frode nelle pubbliche forniture, falso in atto pubblico e crollo. Le perizie condotte sulle terrazze, i cui esiti sono arrivati dopo molti mesi di attesa, hanno riscontrato difetti di costruzione che hanno portato il legno, peraltro ritenuto di qualità scadente, a marcire e, quindi, a crollare. Il Comune dell’Aquila, proprietario degli alloggi, ha lanciato l’allarme per la carenza di personale che sarebbe necessario a controllare la quasi totalità dei balconi, visto che l’indagine ha coinvolto solo il 10% dei manufatti, scoprendo gravi carenze. Nelle settimane scorse sono iniziate le fasi istruttorie con le controdeduzioni degli avvocati alle contestazioni dei pm. Secondo le difese l’indagine è lacunosa e ci sono integrazioni da fare. Un altro avvocato si è lamentato che, di recente, si è presentato a palazzo di giustizia con degli indagati non aquilani che volevano conferire con l’autorità giudiziaria ma non hanno trovato nessuno. Gli investigatori sono intenzionati ad accelerare l’iter procedimentale in quanto ci sono alcuni reati che sono vicini alla prescrizione. Ma non è impresa facile con quella mole di documenti da vagliare.(g.g.)
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