Rinasce il museo delle Scienze: arrivano i fondi per sistemarlo

29 Ottobre 2022

Tra i nove milioni sbloccati per il post-sisma ci sono anche le somme per il convento di San Giuliano Chiuso dal 2009, avrà teche innovative in grado di salvare gli oggetti esposti in caso di forte terremoto

L’AQUILA. Pubblicato il 94° elenco dei contributi per la ricostruzione privata. Il totale dei fondi è di circa 9 milioni di euro. L’allegato 1, con contributi per oltre 3 milioni, riguarda soprattutto le frazioni. L’allegato 2 (pratiche senza ancora titolo edilizio) prevede quasi 6 milioni.
Tra questi c’è un finanziamento di 1.138.000 euro per la ristrutturazione e la rifunzionalizzazione del museo di Scienze naturali e umane che si trova nel convento di San Giuliano. Si sblocca così una pratica che restituirà al convento e alla città un “gioiello” che origina negli anni Trenta del Novecento e comprende cinque sezioni: etnologico-artistica, biologica, mineralogica, paleontologica e archeologica. Vi si conservano, tra l’altro, opere d’arte, arredi sacri, monete, mammiferi, uccelli e rettili preparati in tassidermia (una tecnica per la conservazione di animali morti), minerali rari, reperti paleontologici. L’avvio dei lavori non dovrebbe tardare molto.
Il museo è chiuso dal 2009 e il progetto del restauro e della ricollocazione dei reperti – seguito in particolare da Vladimiro Placidi, ex assessore comunale, ma soprattutto autore di saggi di archeologia e architettura – prevede un’importante novità. Le teche saranno antisismiche e sono state ideate in Abruzzo. Si tratterà di un vero e proprio prototipo che garantirà stabilità agli oggetti esposti anche in caso di un forte terremoto. L’esposizione nata appunto negli anni Trenta del secolo scorso come raccolta privata dei religiosi dell’ordine dei Frati minori (in molti casi si tratta di oggetti raccolti durante le missioni apostoliche in giro nel mondo, compreso l’Egitto) e stata ampliata nel corso del tempo.
Il museo – il cui allestimento risale al 1997, quando padre Gabriele Marini decise di rendere fruibile al pubblico il materiale – doveva essere recuperato contestualmente al convento, tra il 2010 e il 2012. Poi per vari motivi fu deciso lo stralcio. Ora però, finalmente, si interviene.
NUOVI PEZZI
Quello sul museo di San Giuliano (300 metri quadrati circa) sarà un intervento conservativo. Il lavoro maggiore sarà fatto sulle strutture per renderle più sicure e adatte a una funzione museale in base alle nuove normative sui beni storico-artistici. La Soprintendenza si è già adoperata per fornire altri pezzi alle collezioni esposte fino al 2009. Un lavoro particolare richiederanno le due tombe della necropoli di Fossa (II-I millennio avanti Cristo), ricostruite all’interno del museo.
IL CONVENTO
Il convento di San Giuliano, secondo la tradizione, fu edificato nel 1415 in un luogo ricco di acque sorgive vicino alla città dalla quale dista circa due chilometri in linea d’aria. San Giuliano fu il primo insediamento abruzzese dell’Osservanza, movimento di riforma sorto all’interno dell’Ordine francescano che, agli inizi del XV secolo, si diffuse in Abruzzo dalla vicina Umbria.
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