Rinascerà il rifugio-ristorante cancellato dall’incendio notturno

Le intenzioni dei proprietari sono quelle di procedere a una nuova edificazione della struttura Proseguono i sopralluoghi per stabilire le cause: tra le ipotesi c’è anche quella del corto circuito
L’AQUILA. I rilievi dei vigili del fuoco sono andati avanti per l’intera giornata di ieri. Ma non sarà un’operazione facile, per le condizioni in cui versa la struttura, ridotta a un cumulo di macerie e detriti, individuare le cause dell’incendio che, nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, ha distrutto il rifugio ristorante “Fonte Vetica”, a Campo Imperatore. Le fiamme, partite dai locali adibiti a cucina – tra le ipotesi ancora non confermate c’è quella di un corto circuito – si sono rapidamente propagate avvolgendo l’intero edificio: circa 300 metri quadrati realizzati in legno e alluminio. Fausto De Carolis, che gestisce la struttura insieme alla moglie Sonia D’Egidio, ancora sconvolto da quanto accaduto, non ha voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali, ma ha fatto sapere che il rifugio rinascerà. Uno dei punti turistici più suggestivi del Gran Sasso d’Italia, meta prediletta degli amanti della montagna.
INDAGINI IN CORSO. La Procura della Repubblica non ha ancora aperto un’inchiesta sull’incidente, probabilmente lo farà nei prossimi giorni. Per il momento, le indagini vengono condotte dai vigili del fuoco del Comando dell’Aquila e dai carabinieri, che hanno effettuato più di un sopralluogo a Fonte Vetica, a circa 1.700 metri di altitudine, dove fino a due giorni fa potevano trovare ospitalità i turisti giunti sul Gran Sasso per ammirare la piana di Campo Imperatore. Lo scenario oggi è desolante: la tettoia metallica ricoperta in legno, che fungeva da copertura dell’edificio, è venuta giù completamente. Del rifugio è rimasta solo la piattaforma di base in cemento, completamente ricoperta dalle macerie, il che rende le indagini tecnicamente complesse e lunghe.
L’INCIDENTE. L’allarme è scattato intorno alla mezzanotte di mercoledì scorso, quando una dipendente, che alloggiava nell’albergo insieme ai proprietari, si è accorta del fumo che proveniva dal piano inferiore dove si trovano la sala comune e la cucina. Quando è divampato l’incendio il ristorante era chiuso e non c’erano altri ospiti nelle camere. Nonostante il pronto intervento del comando dei vigili del fuoco dell’Aquila, intervenuti con quattro mezzi e dieci uomini, il rogo è divampato con una tale violenza da distruggere l’intera struttura in poco tempo. Le ultime fiamme sono state spente solo all’alba di giovedì. Impossibile, al momento, quantificare con esattezza il danno economico, che supera comunque il mezzo milione di euro. L’albergo, una costruzione dalle caratteristiche tipiche di un alloggio di montagna, si sviluppava su due piani, per oltre 300 metri quadrati.
SIMBOLO DEL GRAN SASSO. Il rifugio “Fonte Vetica” è stato costruito nel 1964 da Antonio De Carolis, imprenditore con la passione per la montagna. Nel suo assetto iniziale l’edificio era composto solo da una saletta per accogliere i turisti e da un piccolo bar, ma nel corso del decennio successivo è stato ampliato con la realizzazione di alcune camere per gli ospiti. Un rifugio di montagna spartano ma accogliente, con bagni in comune e senza corrente elettrica di notte. Tra il 2019 e il 2020 l’albergo è stato oggetto di una vasta opera di ristrutturazione, completata a giugno scorso, quando è tornato fruibile nella sua interezza con circa 30 posti letto in camere con bagno privato, tv, wifi, riscaldamento e ampie finestre che affacciavano su Monte Camicia a Nord-Ovest e sull’altopiano di Campo Imperatore a Sud-Est. Un restyling impostato su moderni criteri di realizzazione e l’utilizzo esclusivo di legno e acciaio, per limitare l’impatto ambientale e integrare l’edificio con l’ambiente circostante. Un simbolo turistico tanto amato dagli aquilani e dai turisti, di cui è rimasto ben poco, ma che tornerà presto a vivere.
I PRECEDENTI. Non è il primo rogo che si sviluppa, in estate, a Fonte Vetica. Il 5 agosto 2017, durante la 58ª edizione della Rassegna ovini di Campo Imperatore, un incendio di vaste proporzioni ha mandato in fumo la pineta e la faggeta, fino a raggiungere Vado di Sole. Il 29 giugno 2017 le fiamme, partite accidentalmente da una fornacella rimasta accesa, hanno distrutto il rifugio San Francesco.
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