Rinforzi per la ricostruzione: previsto l’arrivo di 40 tecnici

Entro un paio di mesi ci sarà la selezione dei professionisti con competenze specifiche sugli appalti La soluzione messa in campo dal ministro Carfagna servirà ad accelerare l’avvio dei cantieri pubblici
L’AQUILA. Quando a fine settembre 2021 il presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi venne in visita all’Aquila per inaugurare il Parco della Memoria annunciò che avrebbe fatto quanto in suo potere per accelerare la ricostruzione e in particolare quella pubblica. Ed è stato di parola. Ha affidato alla ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna il compito di trovare le soluzioni e una prima risposta è arrivata. Particolare significativo: l’Agenzia per la coesione territoriale che è il braccio operativo del Ministero oggi retto dalla Carfagna ha come direttore Paolo Esposito che è stato il primo (in ordine di tempo) dirigente dell’Ufficio speciale di Fossa e quindi conosce bene le problematiche del territorio. Pochi giorni fa è stato firmato un protocollo che vede coinvolti tutti gli attori della ricostruzione: l’Agenzia per la coesione territoriale, la Struttura di missione per il coordinamento dei processi di ricostruzione e sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 con sede presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, l’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc) rappresentato dal titolare Raffaello Fico, l’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra) rappresentato da Salvatore Giuseppe Duilio Provenzano, il Comune dell’Aquila rappresentato dal sindaco Pierluigi Biondi; i Comuni del cratere sisma 2009, rappresentati dal coordinatore Giovannino Anastasio.
In soldoni il protocollo prevede di potenziare gli uffici che si occupano di ricostruzione con 40 persone che si focalizzeranno soprattutto sugli appalti pubblici.
Le assunzioni non ci saranno subito. Sarà necessario un po’ di tempo per le selezioni, si spera al massimo un paio di mesi, ma già prima dell’estate ci dovrebbero essere 40 tecnici con competenze specifiche in appalti pronti a dare un’accelerata anche sul fronte dei progetti finanziabili con il Piano di ripresa e resilienza. All’articolo 3 del Protocollo si legge: «L’obiettivo del programma di collaborazione tra le parti consiste nello sviluppo di azioni concordate, finalizzate a supportare operativamente e accrescere la governance riguardo all’attuazione degli interventi di ricostruzione pubblica e di sviluppo, anche attraverso attività di task force, nei territori colpiti dagli eventi sismici del 6 aprile 2009 e in raccordo con i soggetti titolari degli interventi, per quanto di rispettiva competenza. Al fine del raggiungimento del suddetto obiettivo, le parti, relativamente alla ricostruzione pubblica e allo sviluppo del territorio, promuovono e favoriscono: nuovo impulso all’attuazione degli investimenti pubblici territoriali finalizzati alla ricostruzione e allo sviluppo nei territori colpiti dal sisma; la cooperazione tecnica, supportando una qualificata progettualità che fornisca sostenibilità alle azioni intraprese, anche mediante l’affiancamento alle strutture interessate; il rafforzamento della capacità tecnico-amministrativa delle strutture interessate attraverso specifica task force operativa sul territorio; momenti di incontro e tavoli di lavoro finalizzati all’attuazione delle misure di ricostruzione pubblica e di sviluppo nell’ambito delle attività poste in essere. E ancora: assistenza tecnica e la task force che si realizzerà con risorse umane (tecnico amministrative) messe a disposizione dall’Agenzia per la coesione territoriale sarà ripartita secondo modalità, tipologie e numeri che saranno definiti tenendo conto anche della quantità dei procedimenti, nonché della rilevanza degli stessi, in cui ciascuna delle parti svolge o potrebbe svolgere le funzioni di soggetto attuatore-stazione appaltante». In particolare all’articolo 4 del Protocollo, l’Agenzia per la coesione territoriale si impegna a «fornire supporto specifico agli Uffici speciali relativamente alle loro attività di soggetti attuatori degli interventi e in particolare nelle fasi di progettazione, affidamento ed esecuzione delle opere». Se tutto filerà liscio, si tratterà di una vera e propria svolta sul fronte della ricostruzione pubblica.
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