Rinvio delle elezioni ai consorzi agrari L’ira della Coldiretti

20 Ottobre 2022

AVEZZANO. I cinque Consorzi di bonifica abruzzesi per un altro anno rimangono commissariati. Le elezioni per il rinnovo dei consigli di amministrazione slittano a novembre 2023. Lo ha deciso la...

AVEZZANO. I cinque Consorzi di bonifica abruzzesi per un altro anno rimangono commissariati. Le elezioni per il rinnovo dei consigli di amministrazione slittano a novembre 2023. Lo ha deciso la Regione. La principale ragione di questo ulteriore rinvio è la «precaria e pregressa situazione economica e finanziaria dei Consorzi di bonifica Interno, Centro e Sud, che ha toccato anche i Consorzi Ovest e Nord nel 2022, a causa dell’eccezionale siccità e dal perdurare dell’aumento straordinario del prezzo del gasolio necessario alle attività di bonifica e ripulitura dei canali consortili nonché del prezzo dell’energia elettrica necessaria al funzionamento delle idrovore ed alle stazioni di pompaggio». In sostanza, l’obiettivo che la Regione si prefigge con questa ulteriore proroga è il risanamento economico e finanziario dei Consorzi. Alla Coldiretti, da sempre contraria al rinvio delle elezioni, non rimane che prenderne atto. «Il dado purtroppo è tratto», dichiara Silvano Di Primio, presidente di Coldiretti Abruzzo, «nei prossimi dodici mesi l’attuale governance dei Consorzi dovrà confermare la bontà del rinvio delle elezioni con i fatti e rispondere concretamente alle richieste degli agricoltori. Senza fondi del Pnrr, senza un governo diretto delle imprese, senza possibilità di programmazione e lungimiranza come si risolveranno i problemi collegati alla siccità? E quelli relativi al dissesto idrogeologico?». «La crisi economica, i rincari energetici e l’aumento dei costi», rincara la dose Roberto Rampazzo, direttore di Coldiretti Abruzzo, «avrebbero dovuto spingere al rinnovo degli consigli di amministrazione, non alla proroga di una gestione che, per sua natura e impostazione, doveva essere temporanea. Tra dodici mesi qualcuno dovrà spiegare il perché di questa scelta scellerata e contraria ai reali bisogni degli agricoltori. Non abbasseremo la guardia: chiediamo ora risposte certe e fatti concreti affinché il tempo che ci separa dall’autogoverno non vada sprecato».