Riportata alla luce la storia del partigiano Mondazzi
PRATOLA PELIGNA. Ricordato Vittorio Mondazzi, giovane decoratore di Pratola Peligna, morto come combattente contro i nazifascisti nell'ex Jugoslavia. Una pagina ricca di passione civile riportata...
PRATOLA PELIGNA. Ricordato Vittorio Mondazzi, giovane decoratore di Pratola Peligna, morto come combattente contro i nazifascisti nell'ex Jugoslavia. Una pagina ricca di passione civile riportata alla luce da Riccardo Lolli, studioso dell’Aquila. In particolare, il giovane di Pratola, sepolto nel cimitero di Pakrac in Croazia, ha combattuto ottenendo anche la qualifica formale di partigiano gregario. «Mondazzi», ricorda Lolli, «faceva parte di una delle formazioni volontarie composte da non jugoslavi di cui circa ventimila persero la vita nella terra dei Balcani. Tra questi il giovane che per le ferite riportate in combattimento morì il 6 maggio 1945 all’ospedale di Lipik nella Slavonia. Appena tre giorni dopo i partigiani entrarono a Zagabria liberandola». Una fine prematura nata per contribuire alla Liberazione di una terra in cui era finito da prigioniero. Dopo una prima esperienza bellica, Mondazzi fu richiamato nel 1943 per essere impiegato sul fronte greco-albanese. Il giovane arrivò nella penisola greca passando da Cipro. Un trasferimento forzato di circa 37mila prigionieri in cui perse la vita Giovanni Di Cioccio pure di Pratola. Giunto in Croazia, Mondazzi si unì dal gennaio 1945 all’esercito popolare di liberazione della Jugoslavia, per partecipare alla fase finale delle operazioni nei Balcani. La scelta di aggregarsi alla lotta partigiana fu fatta dopo aver pagato con la prigionia il rifiuto all’adesione alle forze nazifasciste. «Oggi il governo croato», dice Lolli «non ha interesse a ricordare la guerra di liberazione dal nazifascismo. Sarebbe pertanto elemento di doverosa sensibilità, da parte delle istituzioni locali, attivarsi per il rientro della salma di un combattente che ha sacrificato la vita per la libertà». (f.c.)
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