Ripresa delle lezioni in presenza L’Udu denuncia disagi in Ateneo

L’AQUILA. «L’Università non tutela le donne in gravidanza o in allattamento, i neogenitori e gli studenti lavoratori». Lo sostiene l’Udu (Unione degli universitari) che, attraverso la senatrice...
L’AQUILA. «L’Università non tutela le donne in gravidanza o in allattamento, i neogenitori e gli studenti lavoratori». Lo sostiene l’Udu (Unione degli universitari) che, attraverso la senatrice accademica Marianna Esposito, si è fatta portavoce di questa istanza, inoltrando al rettore una lettera scritta da alcune delle studentesse coinvolte. Intanto, a 15 giorni dalla ripresa delle lezioni in presenza, non mancano le criticità.
TUTELE PER I GENITORI
Lo scorso 20 settembre è stata approvata in Consiglio Studentesco una mozione per chiedere la possibilità di estendere la didattica a distanza alle studentesse in gravidanza, in allattamento e per studenti genitori di bimbi nella fascia d’età 0-3 anni. «Il motivo è chiaro, tutelare queste studentesse e studenti e chi da loro dipende, e non costringere nessuno a scegliere tra tutela della salute e diritto allo studio», spiegano i rappresentanti dell’Udu. «Nonostante la mozione sia poi arrivata al Senato Accademico, dove ha avuto un riscontro favorevole, a oggi nessun servizio di didattica a distanza è stato accordato a queste studentesse e studenti. Ecco perché abbiamo deciso di rivolgerci direttamente al rettore. Ci auguriamo che voglia accogliere le nostre richieste il prima possibile».
gli altri disagi
Sono riprese da appena 15 giorni le lezioni sui banchi dell’Ateneo, ma già sono emerse le prime criticità. A creare difficoltà in primis il tracciamento: «È successo che siano stati messi in tracciamento anche studenti che hanno fatto lezione precedentemente rispetto ai casi di positività», spiegano i ragazzi. «Tali studenti da un lato sono impossibilitati a recarsi in Università, dall’altro esclusi dalla dad. Se poi sono studenti lavoratori, i problemi si moltiplicano. Chiediamo tracciamento più mirato e possibilità di dad per studentesse e studenti lavoratori».
CAPIENZA AULE E APP
«Troppa eterogeneità in Ateneo, con dipartimenti che lavorano al 70%, altri al 50 e con la app che blocca le prenotazioni quando si arriva al 50%», continua l’Udu. «Chiediamo uniformità tra le aule e aggiornamento della app».
TASSE
Per accedere alla dad bisogna essere in regola col pagamento della tassa regionale. «Ma ci è stato comunicato solo dopo la pubblicazione del form con cui chiedere la dad e ha causato ulteriori ritardi», denunciano gli universitari. «Un’autocertificazione potrebbe evitare ulteriori ritardi».

