Risarcimenti terremoto, nuovo scontro

1 Febbraio 2019

Fioravanti (familiare vittime sisma): a noi lo Stato richiede i soldi e per Rigopiano stanzia 10 milioni

L’AQUILA. Ieri mattina si è tenuta in tribunale l’ennesima causa di un familiare delle vittime del sisma, l’avvocato Guido Fioravanti, cui lo Stato ha richiesto le provvisionali a seguito del processo relativo alle responsabilità della vecchia Commissione Grandi Rischi. La prossima udienza ci sarà l’8 aprile per sentire i testimoni. Le istituzioni, secondo il suo ricorso, violando espressi obblighi di legge, «hanno fornito informazioni inesatte e prive di fondamento scientifico e mostrato inadeguatezza nella prevenzione , nella comunicazione e nell'informazione, oltre che la totale assenza di protocolli di sicurezza».
Fioravanti, che è assistito dagli avvocati Gregorio Equizi e Gianna Giardini, ora vuole dire la sua su un tema di grande attualità. «Leggiamo», dice, «che il Senato ha approvato l'emendamento al decreto legge “Semplificazioni” che autorizza una spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2019 in favore delle vittime e di coloro che, a seguito del disastro di Rigopiano, hanno subito lesioni gravi o gravissime. Peraltro, l'indennizzo è esente da imposte e cumulabile con altri benefici». «Fermo restando», prosegue, «che prevedere una politica risarcitoria in caso di disastri naturali è richiesto dalla normativa comunitaria, non possiamo non evidenziare che, nel frattempo, la Presidenza del Consiglio dei Ministri prosegue i giudizi nei confronti dei parenti delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009 per ottenere l'imperiosa restituzione delle provvisionali concesse a seguito del processo relativo alle responsabilità della Commissione Grandi Rischi. Di recente, il ministro Di Maio, dopo aver definito la “vicenda allucinante”, ha assicurato il suo intervento per bloccare le pretese; invece, per l'ennesima volta, ci troviamo ad assistere -impotenti- a una nuova forma di discriminazione». «Pur nutrendo il massimo rispetto delle vittime di Rigopiano, con i parenti dei quali condividiamo lo stesso dolore», dice ancora Fioravanti, «ci chiediamo: non si tratta, forse, di una evidente disparità di trattamento da parte dello Stato nella tutela, anche risarcitoria, del diritto alla vita, il primo dei diritti fondamentali? A questa domanda, attendiamo una risposta chiara ed efficace». (g.g.)
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