Rischia di essere sbranato da un randagio

17 Agosto 2019

Imprenditore salvato da un automobilista, in ospedale 75 punti di sutura: «Vivo per miracolo». Il cane catturato dall’Asl

CELANO. Rischia di essere sbranato da un cane randagio, ma viene salvato dal tempestivo intervento di un automobilista. È accaduto a Celano e lo sfortunato protagonista della vicenda è l’imprenditore G.C., 46 anni, che nel tardo pomeriggio aveva deciso di farsi una corsetta, come suo solito, lungo via Cicivette, strada dove vivono numerose famiglie. L’uomo aveva appena iniziato il suo allenamento quando ha visto avvicinarsi un cane randagio di grossa taglia. Il 46enne si è spostato sull’altro lato della strada e a quel punto il randagio l’ha aggredito con incredibile ferocia.
«Nulla mi aveva fatto presagire che il cane mi potesse attaccare, non aveva dato alcun segnale di aggressività», ha raccontato G.C., ancora provato dall’accaduto, «non riuscivo a togliermelo da dosso, mi ha azzannato agli arti inferiori e alle braccia, procurandomi delle serie lacerazioni sulla pelle».
In soccorso del podista è arrivato un ragazzo di Celano che stava transitando con la sua auto in quella zona. Il giovane ha capito immediatamente che la situazione era molto seria e senza pensarci due volte ha urtato il cane con l’auto, mettendolo in fuga. Successivamente, il giovane ha caricato il ferito in auto e l’ha accompagnato al punto di primo soccorso dell’ospedale di Pescina.
I medici hanno dovuto applicare 75 punti di sutura sui tagli procurati dal cane e hanno proceduto con la cura farmacologica per evitare infezioni.
«Sono vivo per miracolo, salvato in extremis», ha raccontato ancora G.C. «sono stato fortunato sia nel trovare questo ragazzo, che non ha esitato un attimo a intervenire, sia a Pescina dove ho ricevuto un servizio di primo soccorso a dir poco eccellente. Medici e infermieri si sono presi cura di me senza risparmiarsi. Spesso si parla di malasanità e delle problematiche legate alla permanenza dei piccoli ospedali. A Pescina, e io ne sono testimone, il punto di primo soccorso è efficiente e professionale, una risorsa importante per tutto il territorio: sono proprio realtà così piccole, molte volte a fare la differenza per i pazienti e bisogna tutelarle con ogni mezzo».
Subito è partita la segnalazione al servizio veterinario dell’Asl provinciale e il grosso cane randagio è stato rintracciato, catturato e portato in quarantena in una struttura idonea. Non è la prima volta che a Celano dei cani randagi attaccano i podisti: in un anno si sono registrate diverse aggressioni ma quando accaduto l’altro giorno fa suonare un nuovo campanello d’allarme. Un fenomeno, quello del randagismo, denunciato molte volte dai residenti e da quanti praticano sport all’aria aperta. Ma finora non sono arrivati rimedi.
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