Rischio idrogeologico, Casini batte cassa

16 Settembre 2020

Chiesti 2 milioni e mezzo al ministero per tre interventi volti alla messa in sicurezza del territorio

SULMONA. La giunta Casini dichiara guerra al rischio idrogeologico. Sono stati, infatti programmati tre grossi interventi per la mitigazione delle frane con una delibera dello scorso 11 settembre. Nel provvedimento si fa richiesta dei fondi al ministero dell’Interno per la realizzazione di tre opere di messa in sicurezza sul territorio comunale per un totale di 2 milioni e mezzo di euro. Si tratta della sistemazione della scarpata e dell’alveo fluviale di via Lear, via Fiume e via Circonvallazione orientale per un importo complessivo di 900 mila euro; del consolidamento di parte del versante montano del monte Morrone, circoscritto alla zona di Sant’Onofrio e dell’area celestiniana, per un costo di 900mila euro; infine del consolidamento di un’altra parte del versante montano instabile sul Morrone in località Fonte d’Amore per una spesa che ammonta a 700mila euro. Il pacchetto di interventi, particolarmente attesi, sarà a carico dal ministero se Sulmona riuscirà a rientrare in graduatoria, dal momento che sindaco e assessori hanno approvato la delibera con cui si presenta domanda per la richiesta di contributi. Da parte loro i rispettivi settori dirigenziali di Palazzo San Francesco hanno già dato il via libera al progetto di fattibilità tecnica, anche se al momento non si possono fare previsioni sulla data di inizio dei lavori. Le domande da parte degli enti locali scadevano proprio ieri.
«Nelle progettualità siamo stati attenti ai punti più critici», interviene l’assessore ai Lavori pubblici Salvatore Zavarella. «Ora dobbiamo sperare nella concessione del contributo e di rientrare quindi in graduatoria».
Nella notte tra il 15 e il 16 agosto del 2018 in località Santa Lucia, a valle del Casino Pantano alle Marane, un costone del Morrone precipitò a valle. Due metri di pietre e detriti piombarono sui muri di cinta di due villette, i cui giardini vennero transennati per motivi di sicurezza. Secondo gli esperti la causa principale del fenomeno, che rischia di replicarsi in altre zone sul Morrone, è attribuibile all’incendio del 2017, anche se hanno inciso in maniera forte le piogge del periodo, che hanno reso ancor più instabile il costone. Gli interventi in città, invece, riguarderanno zone già sotto controllo e a rischio. (f.p.)
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