Riserva Monte Velino, uniti contro il piano

10 Maggio 2022

A Magliano de’ Marsi il consiglio comunale approva un documento per chiedere nuove regole

MAGLIANO DE’ MARSI. Una mozione per rivedere il piano di gestione della riserva naturale orientata di Monte Velino e discuterlo con gli attori del territorio. Questo il documento approvato ieri sera dal consiglio comunale di Magliano de' Marsi, e condiviso anche da quello di Massa d'Albe, per dire no alle stringenti regole imposte dalla bozza redatta dal reparto carabinieri biodiversità di Castel di Sangro, che gestisce l'area, e sì a una condivisione con associazioni di categoria, escursionistiche e ambientaliste. «Non si possono prendere delle decisioni senza interpellare le istituzioni locali e in primis i sindaci dei comuni dove ricade la riserva», ha detto il sindaco di Magliano de' Marsi, Pasqualino Di Cristofano, «ci sono arrivate decine di segnalazioni per questo piano dalle realtà che operano sul territorio. Ci sono troppe cose di cui si deve ridiscutere a partire dall'ampliamento della riserva a 4.100 ettari. Come si fa a prendere una decisione simile senza aver interpellato i consigli comunali? Bisogna discutere una nuova ipotesi di piano di gestione ma questa volta previa idonea informazione di tutti gli organi». C’è stata la partecipazione anche del vice presidente della Regione, Emanuele Imprudente, del presidente del parco Sirente-Velino, Francesco D'Amore, di Stefano Fabrizi (Confagricoltura), Domenico Roselli (Coldiretti), del sindaco di Massa, Nazzareno Lucci e dell'ex primo cittadino di Magliano, Mariangela Amiconi, di esponenti delle associazioni sportive, di allevatori e cacciatori. Imprudente ha ribadito sostegno alle amministrazioni locali perché a suo avviso «è giusto che si rimettano al centro i protagonisti del territorio. Abbiamo scritto al ministero perché c'è una scarsa chiarezza sui ruoli e su chi deve fare cosa per arrivare all'adozione di questo piano. Nell'attesa di una risposta abbiamo inviato una nota al reparto dei carabinieri biodiversità per chiedere trenta giorni di proroga per presentare le dovute considerazioni». Anche i consiglieri di opposizione Antonio Iannucci, Marco Di Girolamo e Andrea Morgante hanno sostenuto con convinzione la mozione. «I sindaci sono i titolari dei territori perché ne rispondono penalmente», ha affermato il presidente D'Amore, «non si possono accettare le cose calate dall'alto. Va data la giusta attenzione ai territori e il giusto equilibrio alle norme. Gli strumenti ci sono, l'importante è andare avanti in modo sinergico».(e.b.)