Risonanza magnetica chiusa in magazzino

La strumentazione, acquistata 2 anni fa al costo di 800mila euro, mai montata per mancanza di spazi
SULMONA. A due anni dal suo acquisto il macchinario della risonanza magnetica resta imballato in qualche magazzino dell’ospedale. La strumentazione di ultima generazione era stata acquistata a dicembre 2018 come uno degli ultimi prototipi in commercio allora, ma ormai rischia di essere superata da altri modelli senza mai essere entrata in funzione. L’apparecchio doveva essere montato all’interno di un locale dedicato nel nuovo ospedale, che si è poi scoperto essere troppo piccolo. Per questo la Asl, con una determina dello scorso gennaio, aveva dato l’incarico per l’adeguamento della stanza. Un anno perso, dunque, senza trovare soluzioni e quando si è provato a trovarne una è poi arrivata l’emergenza del Covid in prima e seconda ondata. Così la risonanza magnetica assegnata all’ospedale di Sulmona resta in magazzino, senza poter entrare in funzione, per mancanza di spazi. Purtroppo in piena pandemia le priorità sono altre e gli spazi già mancano per le emergenze. Così, chi ha bisogno della risonanza magnetica è costretto a spostarsi in altre strutture. Il macchinario è in magazzino da quasi due anni, ovvero dall’inaugurazione della nuova ala dell’ospedale in acciaio e vetro. L’arrivo del nuovo macchinario era stato sollecitato tante volte da Edoardo Facchini, responsabile del Tribunale per i diritti del malato, che si era battuto contro questi problemi fino a poco prima di morire a giugno 2018. Sono stati investiti circa 2 milioni e 800mila euro per macchinari di ultima generazione nl nuovo ospedale. Tra cui la Tac a 64 strati, già montata (350mila euro), un telecomandato digitale di radiologia per il Pronto soccorso (200mila, specifico per pazienti politraumatizzati), un moderno apparecchio di radiologia multifunzione da 140.000 euro, un sistema di monitoraggio per l’Utic (300mila, compresi 8 letti), macchinari di vario tipo e 9 barelle per il pronto soccorso (450mila) e, infine, 120 nuovi letti, con sedie e poltrone, arredi e attrezzature per 10 reparti da 550.000 euro. A questi va ad aggiungersi appunto l’apparecchio per la risonanza costato 800 mila euro.
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