Risorgimento, Antrodoco chiama L’Aquila

4 Febbraio 2020

Iniziative per il 199° anniversario della prima storica battaglia: «Le retrovie arrivavano fino in città» 

L’AQUILA. Antrodoco chiama L’Aquila in vista del 199° anniversario della battaglia del 7 marzo 1821 – considerata la prima del Risorgimento italiano – che vide contrapposte da un lato le forze austriache comandate dal generale Frimont e dall’altro gli insorti napoletani del generale Guglielmo Pepe. L’insurrezione militare scoppiata nell’esercito del Regno delle Due Sicilie spinse il Re Ferdinando I di Borbone a instaurare un governo di stampo costituzionale. L’Austria, garante dell’equilibrio della Restaurazione, decise di intervenire militarmente, a seguito della richiesta fatta dal Re Borbone al Congresso di Lubiana, per reprimere i moti insurrezionali.
Il Club Alpino Italiano, sezione di Antrodoco, nell’ambito delle attività escursionistiche per l’anno 2020, il 7 marzo guiderà l’escursione alle Gole di Antrodoco, nell’ambito della ricorrenza del 199° anniversario della battaglia. «Uno scontro», spiega la professoressa Ernestina Cianca, assessore alla Cultura del Comune di Antrodoco (Rieti), ma fino al 1927 in provincia dell’Aquila, «che coinvolse tutta la media Valle del Velino fino a Rieti e le Gole di Antrodoco fino all’Aquila. La manifestazione prevede un’escursione nelle Gole di Antrodoco, a ridosso del Monte Giano, del Monte Nuria e degli Altipiani di Rascino e Piscignola confinanti con il Cicolano. Le gole erano attraversate da un’importante via di accesso al Regno di Napoli esistente sin dai tempi dell’antica Roma denominata via Cecilia e attualmente strada Statale 17 dell’Appenino Abruzzese. Proprio qui». prosegue la professoressa Cianca, «si trova il Ponte Mascioletti a ricordo del colonnello Nicola Mascioletti, effettivo dell’esercito napoletano e originario di Antrodoco, che morì accerchiato dalle truppe austriache provenienti dal Cicolano nei pressi del santuario della Madonna delle Grotte. La battaglia, come è noto, si svolse tra il 7 e 9 marzo 1821 e vide schierati circa ottantamila uomini di cui trentamila napoletani e cinquantamila austriaci schierati tra i confini del Regno di Napoli nei pressi di Rieti e l’abitato di Antrodoco e le omonime gole, con le retrovie che arrivavano fino alla città dell’Aquila. L’obiettivo delle truppe costituzionaliste del generale Guglielmo Pepe era quello della difesa del centro di Antrodoco e delle Gole ritenute da sempre le Porte del Regno di Napoli. Il generale austriaco Von Frimont, già conte di Palota, vincitore degli scontri, fu nominato principe di Antrodoco dal Re di Napoli. L’esercito austriaco a ricordo dell’evento formò il 9° Reggimento Ussari “Furst Von Antrodoco” che operò in varie campagne d’armi soprattutto nel Nord Italia e in Croazia. Al generale Von Frimont venne inoltre assegnata dal Re di Napoli un’ingente somma per la vittoria. Tale somma fu destinata dallo stesso per la costruzione di una chiesa a ricordo dei caduti austriaci e italiani presso Palota in Romania. Qui una lapide ricorda la vittoria dello stesso generale nei moti di Antrodoco».
La ricorrenza di quest’anno sarà propedeutica alle celebrazioni del 200° anniversario previsto per il 2021 e per il quale l’amministrazione di Antrodoco intende organizzare una manifestazione nazionale con la costituzione di un comitato con il coordinamento dell’assessore alla Cultura di Antrodoco, professoressa Ernestina Cianca. Sarà l’occasione per ricordare il professore Sabatino Fabi, da sempre fautore di tali celebrazioni e noto collezionista.
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