«Rispetto per i lavoratori di C2C»

1 Ottobre 2020

Il sindaco Biondi a fianco dei 170 dipendenti del call center a casa da marzo

L’AQUILA. «Basta giocare con la vita dei lavoratori». Dopo l’appello alle istituzioni lanciato da Slc Cgil e Uilcom Uil, il sindaco Pierluigi Biondi interviene in merito alla vertenza dei 170 operatori del call center Customer 2 Care che, mandati a casa lo scorso marzo, in piena emergenza Covid, attendono ancora di essere riassunti.
Il rientro al lavoro doveva essere programmato entro il 15 settembre, ma dal committente Wind3, che avrebbe dirottato altrove la commessa aquilana, non sono arrivate risposte, nonostante gli impegni presi con il territorio.
«È sconcertante l’atteggiamento di chi ritiene, inopinatamente, di poter giocare con la vita di decine di lavoratori», afferma il sindaco Biondi, «che da mesi attendono una risposta sul proprio futuro lavorativo. I 170 lavoratori del call center C2C meritano rispetto: il sottoscritto e l’amministrazione saranno al loro fianco in questa lunga e complessa vertenza». Attualmente gli operatori del call center, che hanno portato avanti una lunga battaglia, usufruiscono della Naspi, l’indennità di disoccupazione.
«Alla loro già complicata vertenza», continua il primo cittadino, «si aggiungono situazioni paradossali, come quelle di lavoratrici che, a causa di cavilli burocratici di cui l’azienda non si è minimamente interessata, non riescono ad accedere al sistema degli ammortizzatori sociali Naspi, rimanendo legate a quello della Fis, pagata poco e male. Una situazione», sottolinea il sindaco, «non più sostenibile, a fronte della quale è auspicabile che la committenza Wind3 incontri le parti sociali al più presto e intervenga prontamente per mantenere i livelli occupazionali e affinché la commessa ritorni all’Aquila, garantendo serenità e certezze a donne e uomini di un territorio che ha già scontato gli effetti fortemente negativi della crisi economica legata al sisma del 2009, amplificati ulteriormente dalla pandemia da coronavirus».
Intanto i sindacati hanno richiesto un incontro in prefettura e hanno anche sollecitato l’intervento del governo nei confronti di Wind3. (r.s.)
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