Rispunta il progetto per ampliare la Riserva del Vera

L’ambientalista De Amicis ricorda le battaglie di Cialone per inglobare nell’oasi parti del territorio di Paganica
L’AQUILA. La notizia che il Comune dell’Aquila intende acquistare l’antica rameria di Tempera, per farne un museo di archeologia industriale e la sede della Riserva del fiume Vera, ha suscitato reazioni positive e consensi fra gli abitanti della frazione aquilana. Alfonso De Amicis – ambientalista di Tempera che da decenni si occupa delle questioni relative alla tutela dell’habitat del fiume che attraversa il borgo – ricorda che se si è arrivati a questo risultato lo si deve anche, se non soprattutto, a Giovanni Cialone, esponente di Italia Nostra scomparso nel giugno del 2020.
De Amicis propone di “rispolverare” anche un progetto a cui Cialone stava lavorando da qualche anno, quello di un “Parco periurbano del fiume Vera” per inglobare nell’area protetta altre parti del territorio che gravitano su Paganica.
«Sulla valorizzazione della rameria di Tempera», afferma De Amicis, «già dai primi anni Ottanta del secolo scorso vi fu un vasto movimento popolare che spingeva per il recupero e l’acquisto dello storico immobile. Tra l’altro, in diversi incontri con l’Università dell’Aquila si condivise pure il progetto per il recupero della Cartiera. Ricordo che la Comunità montana Amiternina cercò di preparare un piano organico per programmare il futuro dell’area. Il merito di Cialone, che ha fatto parte del Comitato comunale di gestione della Riserva del Vera, è stato proprio quello di riannodare quelle ipotesi progettuali. Tutti gli interventi proposti di recente attingevano alla documentazione prodotta all’epoca. Giovanni Cialone, qualche giorno prima di lasciarci, più volte e con ostinazione, proprio per il suo ruolo istituzionale, cercò di accelerare e portare a buon fine l’acquisto della rameria per un suo uso pubblico ed educazionale. Va ricordato a onor del vero che c’è stato un intervento e sollecitazione in tal senso anche da parte del consigliere comunale Giustino Masciocco. Ora si tratta di insistere. Solo il fiume, con il suo habitat e i suoi tesori, può ricostruire l’identità perduta del nostro paese».
«Potrebbe anche essere l’occasione», dice ancora De Amicis, «per riparlare del progetto che Cialone aveva elaborato qualche anno fa che prevede un parco agrario legato al fiume Vera da realizzare seguendo i canali che da Tempera portano acqua irrigua nel fondovalle e in particolare a Paganica, Bazzano, Onna e San Gregorio».
«L’area ricompresa tra le frazioni dell’ex comune di Paganica», scriveva Cialone, «era ed è fortemente vocata a una agricoltura di qualità, con terreni tutti irrigati dall’acqua del fiume Vera attraverso chilometri di canali artificiali che hanno antiche origini. Quest’area è stata per secoli, insieme alla Rivera, l’orto dell’Aquila e ancora oggi, pur in una situazione di marginalità, vi troviamo culture di pregio. Oltre ai fagioli e alla patata turchesa (presidi Slow food) si coltivano anche zafferano, grano solina, grani antichi e mais. La proposta è quella di provare a preservare quest’area con l’istituzione del parco periurbano del fiume Vera e dei suoi canali, coinvolgendo per la sua gestione la popolazione locale e in particolare gli agricoltori».
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