Rissa nel Salento, marsicani “salvati” dal giudice

Prosciolti due celanesi, altri dieci scagionati o affidati ai servizi sociali: affrontarono diciotto milanesi
CELANO. Si è chiusa la vicenda giudiziaria sfociata dalla maxi rissa avvenuta nel Salento alla fine di luglio del 2020 e nella quale erano rimasti coinvolti dieci celanesi che si fronteggiarono con alcuni ragazzi di Milano. Vennero denunciati 30 giovani di cui 12 minorenni. In particolare 12 celanesi (tra cui 4 minorenni) da una parte e 18 milanesi (tra i quali 8 minorenni) dall’altra parte. Per i maggiorenni era stata disposta l’archiviazione dal tribunale di Lecce. Per i minorenni, due sono stati messi alla prova e due, difesi dall’avvocato Lucio Cotturone, sono stati assolti. Nel collegio difensivo anche gli avvocati Andrea Rosa e Andrea Cascianelli. Per quanto riguarda i milanesi, 4 sono stati assolti e 2 messi alla prova. Gallipoli, come tanti altri posti di vacanza, è spesso al centro di episodi di movida violenta, scaturiti in alcuni casi dall’uso e abuso di alcolici. Un gruppo di giovani celanesi stava trascorrendo la vacanza nella città in provincia di Lecce e rimase coinvolto in una maxi rissa con alcuni coetanei milanesi. I due gruppi si sarebbero dati appuntamento in un luogo a metà strada tra le rispettive case vacanze, armati di coltelli, cinghie e cocci di bottiglia. Al termine della lite, nata a quanto pare per alcuni sfottò, un ragazzo milanese era stato portato in ospedale per una profonda ferita da taglio al petto, che aveva richiesto 25 punti di sutura, mentre un coetaneo marsicano era stato ferito all'occhio destro. Il commissariato di pubblica sicurezza e la compagnia dei carabinieri di Gallipoli avevano proposto al questore di Lecce di emanare, nei confronti dei denunciati, un foglio di via obbligatorio che comporterebbe il divieto di ritorno a Gallipoli per un periodo di tre anni. L'indagine della procura di Lecce era per rissa aggravata da futili motivi. Erano stati denunciati, inoltre, anche i titolari degli appartamenti affittati, per inottemperanza alle norme che prevedono la registrazione degli ospiti in un apposito portale. «È stato un ottimo risultato», ha commentato l’avvocato Lucio Cotturone, «anche perché, alla luce dell’archiviazione del processo penale dei maggiorenni, era inevitabile che si arrivasse a scagionare tutti i ragazzi, nonostante l’iter più complesso che aveva portato al rinvio a giudizio dei ragazzi». (p.g.)

