Rissa tra bande, s’indaga su due filmati

18 Ottobre 2019

Depositata informativa in Procura: almeno 20 ragazzi coinvolti, anche adolescenti. Per gli investigatori c’è molta omertà

TAGLIACOZZO. S’indaga sulla maxi rissa avvenuta sabato notte in piazza Obelisco a Tagliacozzo. I carabinieri hanno consegnato una informativa alla Procura di Avezzano e stanno indagando per accertare le responsabilità e individuale le persone coinvolte. Sono infatti al vaglio i filmati diffusi in questi giorni sui social, girati con un telefonino. Due le fazioni coinvolte, una di Carsoli e l’altra di giovani del posto. Secondo quanto emerso dai video integrali, già in possesso dai militari della compagnia di Tagliacozzo, coordinati dal capitano Silvia Gobbini, sono almeno una ventina le persone coinvolte direttamente. Si tratterebbe principalmente di minori. Ma, da quanto emerso in Procura, ci si trova di fronte a molta omertà.
Sul caso sono in corso indagini per accertare se vi siano state persone refertate nei pronto soccorso del territorio. Potrebbero essere analizzate anche le telecamere di sorveglianza in funzione nel centro storico del comune di Tagliacozzo che potrebbero fornire ulteriori indizi e altre informazioni rispetto a quelle già emerse dai video girati dai giovani presenti e poi diffusi nella rete. Durante la lite sono volati calci e pugni, ma le due bande hanno utilizzato come “armi” anche tavoli e sedie dei locali in piazza. Non sono state però ancora presentate denunce di danneggiamento. L’episodio è avvenuto prima delle 2 di notte. In pochi secondi piazza Obelisco si è trasformata in una vera e propria arena con persone a terra e diversi focolai di lotta. Inutile il tentativo di altri giovani che volevano fermare i più violenti. Si sta cercando di capire che cosa ci sia dietro a quanto accaduto, forse conti in sospeso tra giovani di Carsoli e altri di Tagliacozzo. Con ogni probabilità, anche secondo quanto emerge dalle immagini, una buona responsabilità va attribuita a un uso eccessivo di alcol. Allarmante il fatto che nello scontro siano coinvolti soprattutto minorenni. Si teme che l’accaduto possa avere degli strascichi, portando a ulteriori vendette, e anche per tale motivo sono state avviate indagini dei carabinieri.
Sul caso sono intervenuti anche i sindaci dei due comuni coinvolti. Vincenzo Giovagnorio si è chiesto «come sia possibile che gli 80-100 genitori di quei 40-50 ragazzini e ragazzine non appena gli si dica qualcosa riguardante frequentazioni, orari o altro dei propri figlioli vadano subito sulla difensiva e li giustifichino da ogni comportamento o comportamento negativo».
Il primo cittadino di Carsoli, Velia Nazzarro, invece ha chiesto di «non demonizzare sempre i nostri ragazzi, e ogni tanto ricordiamoci che anche noi, tanti anni fa, siamo stati giovani. Giovani e non credo perfetti».
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