Risse in centro, torna la movida violenta

29 Giugno 2020

Il massiccio spiegamento di forze dell’ordine non frena i tafferugli del sabato sera partiti con lanci di bottiglie e folla in fuga

AVEZZANO. Ancora un sabato sera con disordini in centro ad Avezzano. Nonostante il massiccio spiegamento di forze dell’ordine per uno scenario che era stato previsto alla luce dei fatti avvenuti negli ultimi fine settimana, ci sono state altre risse in più punti della città. Stavolta tutto è partito dai portici di via Marconi, con lanci di bottiglie e la fuga della folla verso la fontana di piazza Risorgimento. I fatti sono avvenuti intorno all’una e mezza. Il centro era pieno di persone, le strade affollate. Tutto è cominciato con un botto, avvertito dai presenti, causato dall’esplosione di una bottiglia di vino. Secondo una prima ricostruzione sarebbe partita una lite tra due persone. È bastato ciò per scatenare il panico. Poi la paura e l’onda di giovani che si è spostata verso via Corradini. A quel punto sono volati pugni e calci ed è stato richiesto l’intervento dei carabinieri della vicina caserma di via Fontana. Sono intervenute diverse pattuglie delle forze dell’ordine e la situazione è tornata alla normalità nel giro di alcuni minuti. Non risultano persone refertate al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano e neanche denunce. Questi episodi però confermano l’immagine di una città fuori controllo a causa della movida scatenata e la necessità di adottare soluzioni che possano evitare il ripetersi di tali episodi.
Sulle risse di sabato scorso, invece, sono ancora in corso indagini con inchieste parallele. Nel corso della settimana sono stati arrestati due stranieri accusati di aver accoltellato e rapinato un minorenne di Avezzano, ferendone un altro. Sono stati convalidati, infatti, al tribunale di Avezzano, gli arresti di El Hou Sofiane, di 26 anni, marocchino accusato di aver accoltellato il minorenne in centro, e quelli di Yassine Ghettas, 30 anni, accusato di aver partecipato con il connazionale all’aggressione. Quest’ultimo era stato inseguito due giorni dopo la rissa con spranghe per le vie di Avezzano, in pieno giorno, fino a essere costretto, ferito, a rifugiarsi nella caserma di via Fontana. Anche su questo episodio sono in corso indagini.
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