Ristorante da un rudere, protesta ecologista

L’Associazione chiede lumi al sindaco di Bisegna e al Parco: «È l’area dove è cresciuto l’orso Carrito»
BISEGNA. «Come ha fatto un vecchio stazzo abbandonato a essere ristrutturato e trasformato in un ristorante?». Questa la domanda che ha posto Pierpaolo Mori, dell’Associazione tutela escursionisti e scialpinisti, al sindaco di Bisegna, Antonio Mercuri. Nella lettera inviata al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, alla prefettura dell’Aquila, al ministero dell’Ambiente, all’Ispra, alla Provincia dell’Aquila, al difensore civico regionale e al comando carabinieri per la tutela della biodiversità Abruzzo, Mori ha chiesto chiarimenti in merito «alla procedura che ha portato il Comune di Bisegna alla ristrutturazione e trasformazione di uno stazzo abbandonato da decenni e parzialmente in rovina in un nuovo ristorantino-alberghetto, in una delle zone più integre, remote, preziose, selvagge d’Italia e d’Europa, nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise». Mori chiede un accesso agli atti «che hanno portato alla concessione, affitto e comodato a dei privati dello stazzo abbandonato da decenni e parzialmente distrutto di Terraegna, che è stato ristrutturato e trasformato in attività ricettiva». Inoltre, Mori vuole sapere «dove sono gli studi scientifici che escludono che il nuovo ristorantino-alberghetto possa rappresentare un deterioramento dell’habitat? Quella è proprio l’area dove è cresciuto l’orso Carrito. Una presenza umana proprio al centro delle sue zone ha certamente favorito l’atteggiamento abitudinario di Carrito e la successiva confidenza, la frequentazione di paesi e insediamenti umani. Prima si autorizza il ristorantino-alberghetto nelle zone più selvagge d’Europa e poi quando Carrito viene ammazzato il Comune fa la fiaccolata. Nel 1985 una valanga annientò lo stazzo. E ora lì c’è un ristorantino-alberghetto, la tragedia di Rigopiano non ha insegnato niente?». (e.b.)

