Ristoratrice morta, c’è l’inchiesta

17 Novembre 2023

Pettorano sul Gizio, acquisita la cartella clinica e ascoltati tre operatori sanitari

PETTORANO SUL GIZIO. Era giunta al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona perché da qualche giorno non si sentiva bene, sembra a causa di patologie pregresse. Ma mentre attendeva i controlli le sue condizioni sono peggiorate, fino a rendersi necessario il ricovero. Ma poco dopo il suo cuore ha cessato di battere. Ora sulla morte di Mariagrazia Ciccolella, 43 anni, nota ristoratrice di Pettorano sul Gizio, la Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta, al momento contro ignoti, per fugare tutti i dubbi su un’eventuale imperizia da parte dei medici che l’hanno avuta in cura dal suo arrivo all’ospedale di Sulmona fino al decesso. Al riguardo, come persone informate dei fatti, sono stati sentiti tre operatori dell’ospedale dell’Annunziata che il 9 ottobre scorso, giorno in cui è avvenuta la morte, avevano preso in cura la ristoratrice. Acquisita anche la cartella clinica. A far partire le indagini della Procura, sarebbe stata una segnalazione anonima in cui vengono ipotizzate delle responsabilità da parte dei medici.
Quella mattina la donna si era recata in ospedale per alcune problematiche. Una lista di esami che il suo medico le aveva ordinato per controllare meglio il suo quadro clinico e poter stabilire la terapia giusta affinché potesse ristabilirsi e tornare a svolgere la sua attività lavorativa nel ristorante di famiglia. Al pronto soccorso aveva però accusato un malore. Il personale sanitario aveva subito attivato il protocollo d’urgenza. A quel punto era stata portata nel reparto di radiologia per gli accertamenti diagnostici e per essere sottoposta alla Tac. Qui i tentativi di rianimazione erano andati avanti per quasi un’ora, ma alla fine la 43enne non era riuscita a superare quella crisi che l’aveva colpita all’improvviso.
Mariagrazia Ciccolella era molto conosciuta e stimata a Pettorano sul Gizio dove portava avanti con grande passione le attività dello storico ristorante “Il Torchio”, insieme alla sorella Milena e al padre Michele, uno dei pochi maestri polentai rimasti a portare avanti la tradizione pettoranese della polenta “rognosa”. La sua morte ha rappresentato un colpo durissimo per la comunità di Pettorano sul Gizio, dove Mariagrazia era stimata e benvoluta da tutti. (d.ver.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .