Ritardi post-sisma, l’ira di Casciani

10 Luglio 2022

L’assessore ai professionisti: colpe vostre, progetto in via Corfinio cambiato più volte

SULMONA. «È da novembre che ho preso in mano la situazione e da allora solo due professionisti sono venuti a evidenziare dei problemi sulle pratiche del terremoto. La prima l’abbiamo risolta in poco tempo, la seconda, quella relativa all’annosa situazione dell’aggregato lungo via Corfinio, è ancora ferma solo perché il responsabile della pratica non vuole risolverla». Alle accuse di immobilismo e di scarsa sensibilità verso le pratiche post-sisma, il vicesindaco con delega ai Lavori pubblici, Franco Andrea Casciani, replica, rovesciando le responsabilità ad architetti e ingegneri che si lamenterebbero senza alcun motivo. Nei giorni scorsi gli stessi professionisti avevano denunciato ritardi per un aggregato in via Barbato e per quello “famoso” di via Corfinio, fermo ormai da 12 anni. Tant’è che nel frattempo, proprio per l’inerzia del Comune in questi anni, cornicioni e parte della facciata dell’aggregato hanno iniziato a cedere e solo per puro caso i crolli non hanno provocato danni ai passanti. «Hanno cambiato il progetto svariate volte in questi anni per inserire nell’aggregato un palazzo storico», precisa Casciani, «hanno avuto l’ok sei mesi fa e a quel punto dovevano solo caricare il progetto sulla piattaforma on line dell’Ufficio per la ricostruzione di Fossa. Se l’avessero fatto, a quest’ora avrebbero avuto già l’ok per l’inizio dei lavori. Non lo hanno ancora fatto e ora si lamentano per responsabilità che sono solo da addebitare al loro comportamento». Attualmente le pratiche del terremoto del Comune di Sulmona vengono gestite direttamente dagli uffici di Fossa grazie alla convenzione firmata qualche anno fa, che ora sta per scadere. Se non dovesse arrivare la proroga toccherebbe di nuovo agli uffici di Palazzo San Francesco esaminare e licenziare i progetti del terremoto. Possibilità che viene scartata da Casciani. «Forse questi professionisti che si lamentano mirano proprio a questo», avverte Casciani, «ma i nostri uffici non possono svolgere anche il lavoro inerente alle pratiche del sisma perché manca il personale. Sarà compito di questa amministrazione rinnovare la convenzione con Fossa perché se tutte le pratiche del terremoto dovessero tornare a Sulmona sarebbe la paralisi per tutte le altre attività del quarto settore». (c.l.)
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