Ritorna alla luce l’antica Valva

Corfinio, i resti trovati nel corso della campagna di scavi accanto alla cattedrale di San Pelino
CORFINIO. L’antica Valva nacque accanto alla cattedrale di San Pelino fatta costruire tra il sesto e ottavo secolo dal vescovo Trasmondo. La sensazionale scoperta archeologica è venuta alla luce in questi giorni grazie agli scavi in corso a Corfinio ad opera del dipartimento di Archeologia medievale dell’Università D’Annunzio. Gli scavi hanno rivelato l’esistenza di una costruzione eretta intorno alla tomba che custodiva le spoglie di un martire, a ridosso delle mura della cappella di Sant’Alessandro, patrono di Corfinio. Costruzione che sembra esser stata la dimora sia del vescovo che del Gastaldo, alto funzionario del Regno Longobardo che in quel tempo estendeva i suoi confini anche nel centro Abruzzo. Il luogo della residenza vescovile diventata Valva perché realizzato nell’ambito di un campus delimitato da due porte. Gli scavi hanno portato alla luce anche il cantiere per la realizzazione della cattedrale di San Pelino. Tant’è che sono stati trovati resti della fonderia per la fusione delle campane, le piazzole delle carrucole che venivano utilizzate per issare le pietre prelevate dalla Maiella e i laboratori dove venivano lavorate.
«Quest’area nel quarto secolo era un antico sito funerario romano, dove esisteva la tomba di un martire», spiega Maria Carla Somma, docente della D’Annunzio, «successivamente, nel sesto secolo, quest’area viene fortificata e nell’epoca della conquista Longobarda è qui che sorge il palazzo che diventa dimora vescovile e del Gastaldo. Da questa nuova struttura urbanistica verranno realizzate le due porte a confine delle quali nasce Valva. Porte che sono, forse, all’origine del toponimo: il tutto verrà prima cancellato e poi recuperato dal vescovo Trasmondo che vi fece costruire lo splendido complesso romanico che oggi tutti possiamo ammirare». Nel cantiere di Corfinio lavorano una trentina di allievi e archeologi sotto la direzione del professor Vasco La Salvia. «Gli scavi in corso riescono ad illustrare bene l’avvenuta trasformazione dall’epoca classica a quella medievale», sottolinea La Salvia, «in particolare la stratigrafia ha evidenziato i cambiamenti più rilevanti dei due periodi. Una scoperta destinata a lasciare il segn,o con l’obiettivo finale di far conoscere la storia di questa terra che ha avuto un ruolo di primo piano sia durante l’epoca romana che in quella medievale». (c.l.)
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