«Rivendichiamo solo il diritto alla salute»

Mamma Olimpia non s’arrende: «Vogliamo provare a fare qualcosa affinché possa stare meglio»
CELANO . La vita è stata dura con Mirco, privato di un’infanzia normale da una malattia che lo ha colpito quando aveva solo due anni e mezzo, ma l’amore infinito dei genitori non è mai venuto meno. «Da solo», dice mamma Olimpia Cotturone, «non è in grado neanche di tener bene il cucchiaio». La giornata di Mirco inizia quando il papà lo sveglia e lo cambia, gli dà le medicine, e la mamma gli prepara la colazione. «Mio marito lo mette in macchina, smonta la sua carrozzina, poi arriviamo ad Avezzano. Io rimonto la carrozzina e andiamo a fare la terapia che dura circa mezz’ora». Questo avviene per tre giorni a settimana. «Gli altri tre giorni», prosegue la mamma, «d’estate lo porto al centro diurno e alle 15.45 torna a casa. D’inverno, invece, va a scuola. Ha un rapporto bellissimo con i suoi compagni di classe. Tutti gli vogliono bene». Per seguire il bambino, la mamma ha dovuto rinunciare alla sua attività di parrucchiera e di estetista. La cura del bimbo è un impegno a tempo pieno che non lascia un minuto libero. «Verso le 15,45 me lo riportano e fa merenda, poi bisogna cambiarlo, ed è un bambino pesante. Lo devo abbracciare e mettere su un tappeto, e non è semplice. Noi facciamo affidamento su quelle cure in America», dice, e le sue parole arrivano dritte al cuore, come una freccia. «Vorremmo almeno provare a fare qualcosa per farlo stare meglio. Sarebbe un miracolo se riuscissero a rimettermelo in piedi. Come genitori rivendichiamo il diritto alla salute di nostro figlio, e a ricevere quelle cure necessarie e capaci di alleviare i suoi problemi fisici ed esistenziali». (a.b.)
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