Rivisondoli porta in scena il presepe

Figuranti principali in mascherina. Il parroco: così diamo un segnale di speranza
RIVISONDOLI. Doveva essere un presepe vivente in tono ridotto, senza figuranti all’interno della tradizionale Capanna e senza la grande folla che tutti gli anni raggiunge la Piana di Piana di Pié Lucente per rivivere il mistero della Natività. Ieri il sindaco Gianfranco Iarussi, insieme al parroco don Daniel Cardenas, hanno voluto fare una sorpresa ai concittadini, come segno di speranza, contro la pandemia riproponendo la Natività con i personaggi principali del presepe vivente, nella piazza del paese. Pochi minuti, giusto il tempo per ribadire che il presepe vivente di Rivisondoli non ferma la sua tradizione che si ripete da 71 anni, nemmeno in questo difficile periodo in cui i contagi si stanno diffondendo in modo esponenziale. Naturalmente tutto è stato fatto nel rispetto delle norme e del distanziamento. «Lo splendore del presepe ha illuminato le tenebre e rischiarato la vita, oggi anche noi abbiamo bisogno di luce nelle tenebre». Nella santa messa che ha preceduto la rappresentazione della natività, nella chiesa di Rivisondoli, così ha illustrato il significato del presepe e dell’evento del Natale, il parroco don Daniel Cardenas. «Noi dobbiamo ripartire da quell’avvenimento, da quella luce che ha illuminato la notte su tutta la terra». «Abbiamo voluto onorare il rispetto della tradizione», ha detto il sindaco Iarussi. L’organizzazione della 71esima edizione del Presepe vivente è stata curata dalla Ro.Ra Spettacoli di Vincenzo Cannatelli. (c.l.)

