Rivisondoli, storica trasferta dei figuranti del presepe vivente

Un’anteprima della rappresentazione a Castelvecchio nel suggestivo chiostro del convento di San Francesco
CASTELVECCHIO SUBEQUO. Suggestiva rappresentazione del presepe vivente di Rivisondoli in anteprima nel chiostro del convento di San Francesco d’Assisi, il santo che tre anni prima di morire diede vita al presepe di Greccio. Ieri pomeriggio, a Castelvecchio Subequo, per la prima volta nella storia del presepe di Rivisondoli, sotto le volte del chiostro francescano, sono stati rappresentati cinque quadri del mistero della Natività, dall’annuncio dell’Angelo Gabriele alla Vergine Maria fino alla nascita di Gesù nella capanna di Betlemme, passando per l’incontro tra la Madonna e la cugina San Elisabetta, il dubbio di San Giuseppe, l’editto di Erode e concludendosi con l’adorazione dei Magi davanti alla capanna della Natività. Oltre centocinquanta figuranti hanno dato vita all’anteprima molto apprezzata dal folto pubblico presente, in scena anche i personaggi principali che daranno vita alla sacra rappresentazione che si svolgerà sabato 5 gennaio, nella Piana di Pié Lucente a Rivisondoli. «Da tempo avevamo pensato a un’anteprima del presepe vivente di Rivisondoli qui a Castelvecchio», ha detto il sindaco Pietro Salutari, «siamo contenti di aver realizzato questo obiettivo legando anche qui il nome del più antico e famoso presepe vivente in Italia al nome del Poverello d’Assisi che si trovò ad attraversare anche il nostro paese». Entusiasta dell’anteprima in Valle Subequana anche il parroco di Rivisondoli, don Daniel Cardenas. «Il presepe nacque qualche anno dopo la fine della Seconda guerra mondiale nel 1951 e resta perciò un simbolo di pace e di speranza per tutti», ha sottolineato il sacerdote, invitando il folto pubblico presente nel chiostro a partecipare alla rappresentazione di Rivisondoli, dove saranno presenti 500 figuranti, sotto la regia di Geppy Lepore, storico organizzatore del presepe vivente più antico d’Italia. (c.l.)
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