Roberti: contro la criminalità utilizziamo il modello L’Aquila
L’AQUILA. «Il momento più a rischio infiltrazione nella ricostruzione post-terremoto è quello della somma urgenza. È nel momento dei lavori di somma urgenza che si può infiltrare più facilmente la...
L’AQUILA. «Il momento più a rischio infiltrazione nella ricostruzione post-terremoto è quello della somma urgenza. È nel momento dei lavori di somma urgenza che si può infiltrare più facilmente la criminalità organizzata». Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti. «Per il recente terremoto, per prevenire questo rischio infiltrazione, basta applicare il modello L’Aquila. Si dovrà vigilare sulla somma urgenza, sulle ditte chiamate alla rimozione e smaltimento delle macerie, su chi si occupa della puntellatura dei palazzi a rischio, e sugli interventi di manodopera e di intermediazione di manodopera». «Il modello c’è», ha aggiunto Roberti. «Ci sono le professionalità a tutti i livelli: siamo predisposti a fare presto e bene. Il modello L’Aquila, o Emilia, prevede uno scambio dati tra la banca dati della direzione antimafia con la procura. Un sistema informatico raccoglie tutte le informazioni sulle ditte che partecipano a vario titolo ai lavori, anche a quelli commissionati dai privati, ed elabora questi dati, verificando in tempo reale gli eventuali collegamenti delle ditte che aspirano a concorrere ai lavori della ricostruzione con la criminalità organizzata».

