Rocca di Mezzo C’è il no definitivo alla lottizzazione

Il Consiglio di Stato esclude la revocazione della bocciatura Bloccata una colata di cemento sull’Altopiano delle Rocche
ROCCA DI MEZZO. Il Consiglio di Stato ha messo una pietra tombale sul progetto di lottizzazione dell’area “Prato della Madonna”, oltre 22.000 metri quadrati, nei pressi di Rocca di Mezzo. La vicenda in realtà sembrava essersi chiusa già nell’ottobre 2019 quando lo stesso Consiglio di Stato non aveva accolto il ricorso della società Biocasa srl – con sede legale a San Severo (Foggia) e che avrebbe dovuto realizzare il progetto – contro la decisione del Tar dell’Aquila che su input di alcune associazioni ambientaliste aveva bocciato in primo grado il piano di lottizzazione. La società Biocasa però non si è arresa e ha chiesto al Consiglio di Stato la “revocazione” della sua sentenza dell’ottobre 2019. Insomma si chiedeva di “riaprire il processo” fornendo nuove “prove” e in particolare si sosteneva l’erroneità della decisione di un anno prima perché, si legge nel ricorso “la lottizzazione non avrebbe interessato un’area a prato e a pascolo permanente e le specie protette (in particolare la Klasea lycopifolia recentemente inserita come specie a rischio nella lista rossa della flora italiana, ndr) non sarebbero state messe a repentaglio”. Sia le associazioni ambientaliste che la Regione si sono costituite per “resistere” al ricorso di Biocasa. I giudici con una sentenza pubblicata all’inizio del 2021 hanno dichiarato il ricorso inammissibile perché le questioni proposte erano già state ampiamente esaminate in precedenza (Tar in primo grado e Consiglio di Stato in secondo grado nell’ottobre 2019) e sottolineano che la “revocazione” non può ritenersi una sorta di “terzo grado”. Dunque questione chiusa e stavolta per davvero.
La storia della lottizzazione affonda le radici nel tempo e l’iter è stato lungo e complesso fino a quando il consiglio comunale di Rocca di Mezzo, il 29 luglio 2016 fu “costretto” – si disse all’epoca – ad approvare (con 3 voti a favore e uno contro) il progetto per evitare pesanti ripercussioni economiche sul Comune per possibili richieste di danni da parte della società interessata a costruire le case. Sembrava non ci fosse più nulla da fare, ma a quel punto intervennero alcune associazioni ambientaliste – Lipu (Lega italiana protezione uccelli), Italia Nostra e Mountain Wilderness Italia – che presentarono un ricorso al Tar contro la delibera del consiglio comunale rocchigiano. I giudici amministrativi il 10 settembre 2018 accolsero il ricorso. «L’approvazione del piano di lottizzazione da parte del Comune di Rocca di Mezzo è illegittima», scrisse il Tar, «perché autorizza un intervento di trasformazione dell’area ricadente nel Sic (Sito di importanza comunitaria) Monte Sirente-Monte Velino e Zps (Zona di protezione speciale) Sirente-Velino, senza tenere conto dei limiti e dei divieti introdotti dalle norme di salvaguardia approvate dalla delibera della giunta regionale numero 877/2016». sentenza che fu confermata l’anno dopo dal Consiglio di Stato secondo il quale “la delibera di giunta regionale 877 del 27 dicembre 2016 ha natura normativa e, in quanto adottata allorché il procedimento di approvazione del piano non era ancora concluso, ne costituisce parametro di legittimità. Il contrasto del piano con siffatta delibera determina dunque l’illegittimità della relativa delibera di approvazione”. Il Consiglio di Stato, con l’ultima decisione, “condanna la società ricorrente al pagamento delle spese di giudizio in favore delle associazioni resistenti, che liquida nell’importo complessivo di 20.000 euro”.

