Rocca di Mezzo, si rivota Il Tar annulla le elezioni

22 Dicembre 2017

Accolto il ricorso di Nusca contro la proclamazione del sindaco Di Ciccio I giudici sospettano brogli: inviati gli atti a Procura e Corte dei conti

L’AQUILA. Il Tar spodesta la nuova amministrazione comunale di Rocca di Mezzo e, dopo aver annullato le operazioni di voto e la proclamazione di tutti gli eletti, manda gli atti alla Procura della Repubblica. I giudici amministrativi non escludono addirittura l’utilizzo del meccanismo illecito della “scheda ballerina”, ipotizzando un possibile metodo di manipolazione del voto: viene fornita una scheda precompilata all’elettore che la metterà nell’urna al posto di quella fornita dagli addetti del seggio. Atti anche alla Corte dei conti per il costo di nuove possibili operazioni elettorali.
La sostanza di tutto questo è che, anche a fronte di un ricorso al Consiglio di Stato, il prefetto dovrà nominare un commissario in luogo del sindaco Mauro Di Ciccio. Il Comune rocchigiano, dopo il ricorso dell’opposizione che fa capo a Emilio Nusca, è stato condannato anche a pagare le spese di lite. Nelle scorse elezioni la coalizione di Di Ciccio si impose per dieci voti. Secondo i giudici, al fine della legittimità delle operazioni elettorali, «vi deve essere un’esatta simmetria tra numero dei votanti e schede scrutinate». «Il verificatore», dicono i giudici motivando la loro sentenza, «ha accertato che il numero totale delle schede consegnate al seggio è di 1299. Erano state consegnate al seggio nove schede in più rispetto a quelle indicate nel verbale di sezione».
Ma, al di là dei numeri, questa è la sintesi della valutazione del collegio. «Dal quadro delineato», dicono, «emerge la complessiva inattendibilità dei risultati della sezione 1 inficiati dai vizi dedotti con il ricorso che, alla luce dei princìpi giurisprudenziali richiamati, inficiano in radice le operazioni elettorali della sezione 1 non essendo possibile considerare irrilevanti le indicazioni contenute nel verbale delle operazioni elettorali posto che le incongruenze sono state confermate dalle risultanze della verificazione». Il ricorso, per conto di Nusca, è stato redatto dagli avvocati Roberto Colagrande, Arturo Cancrini, Gianluigi Pellegrino.
©RIPRODUZIONE RISERVATA