Rodari alla Jenca per presentare il libro su Papa Francesco

13 Luglio 2015

Il giornalista-scrittore ospite del Giardino letterario Una conversazione sul Pontefice e sul futuro della Chiesa

L’AQUILA. Quarto appuntamento, ieri pomeriggio, del “Giardino letterario” a San Pietro della Jenca. Ospite della omonima associazione culturale il giornalista Paolo Rodari, dal 2013 vaticanista della Repubblica e autore di diversi libri, tra cui il bestseller tradotto in più lingue “L’ultimo esorcista”. Rodari ha presentato il suo ultimo lavoro, “Il Progetto di Francesco. Dove vuole portare la Chiesa”, appunti da una conversazione con il teologo Victor Manuel Fernandez, rettore della Pontificia università cattolica d’Argentina. «L’idea su cui si muove il pontificato di Papa Francesco è quella di non chiudere, ma di portare la Chiesa lungo un percorso che le permetta di guardare sempre avanti. La Chiesa che si adatta allo Spirito per fare in modo che questo possa arrivare a tutti», ha spiegato Rodari che, rispondendo ad alcune domande ha aggiunto che «forse la parola progetto non è corretta. Ciò perché il Papa ha spesso dichiarato di non avere un progetto. Abbiamo però voluto usarla lo stesso perché il libro nasceva come commento di “Evangeli gaudium”, (esortazione apostolica del Santo Padre ai vescovi), dove però un progetto sembra esserci». Quindi, parlando di San Giovanni Paolo II, il giornalista ha detto che «tante sono le cose che avvicinano i due Papi, e tante che li distanziano, uno europeo, l’altro da un continente lontano. Ciò che li unisce è la volontà di raggiungere tutti. I confini di Papa Francesco sono le periferie dell’umano. Anche a chi vive nel peccato è come se Francesco dicesse “voi potete entrare”». E proprio riferito a Papa Francesco, Rodari ha chiuso affermando che «un Papa va giudicato sempre alla fine del pontificato. Le aspettative però sono tante, anche dentro la Curia romana».

Raniero Pizzi

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