Rogo ad Aragno, nessun colpevole

26 Novembre 2017

Non ci sono prove per incastrare una sospettata. Nella scorsa estate andarono a fuoco 15 ettari di vegetazione

L’AQUILA. Le indagini sono state approfondite ma non è stato possibile scovare chi, nella scorsa estate, ha appiccato il fuoco intorno alla frazione di Aragno. Per cui il caso è finito in archivio.
Per la verità i sospetti erano inizialmente caduti su una donna ma, a prescindere dal fatto che non ci sono prove, comunque non sarebbe stata imputabile per motivi di salute. La conseguenza è che il disastro, con 15 ettari di verde bruciati, resta senza responsabili. Al di là di chi sia stato realmente responsabile di questi roghi, è certo che non si sia trattato di cause accidentali. Infatti, come più volte hanno sottolineato non solo i vigili del fuoco ma anche gli operatori di Protezione civile, forestali e residenti, furono trovati quattro inneschi in altrettanti punti. Nessuno può escludere una riapertura delle indagini, ma al momento non ci sono appigli. Del resto, stando alla statistica, i piromani sono assicurati alla giustizia, perlopiù, quando vengono colti sul fatto. Ad Aragno, dunque, i danni furono notevoli nonostante il massiccio impiego di mezzi. La zona impervia rese difficile il lavoro dei vigili del fuoco, coadiuvati da cinque mezzi aerei, un Canadair e quattro elicotteri, due dei vigili, uno dei carabinieri forestali e uno dell’Esercito. Per rendere più agevoli le operazioni di carico dell’acqua i vigili del fuoco e la Protezione civile allestirono una vasca da 8mila litri nel campo sportivo di Aragno, mentre il Comune aveva attivato il Centro operativo. Sulla vicenda ci furono polemiche sui tempi di avvio dello spegnimento delle fiamme da parte dei componenti degli Usi civici. Gli stessi, dieci anni fa, presentarono alla Regione un progetto per mettere nella zona telecamere alimentate con pannelli fotovoltaici. A loro dire ne sarebbero bastate pochissime, con una spesa irrisoria rispetto ai costi sostenuti per l’emergenza, ai fini della cattura del responsabile e di una migliore difesa dalle fiamme.
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