Rogo al tribunale, protesta dei magistrati

9 Luglio 2024

La denuncia arriva dopo la riapertura del palazzo rimasto chiuso dal 23 giugno: «Al rientro sporcizia e aria irrespirabile»

L’AQUILA. Il palazzo di giustizia è stato riaperto senza un’adeguata pulizia generale, senza la sanificazione e senza le certificazioni che attestino la bonifica dei sistemi di aerazione e la salubrità dell’aria, ancora irrespirabile in molti ambienti, tanto che è stato necessario l’uso delle mascherine: è questa la dura denuncia messa nero su bianco dai vertici e dai magistrati del tribunale dell’Aquila, in seguito alla situazione che si è venuta a creare ieri alla riapertura del palazzo di giustizia, chiuso lo scorso 23 giugno a causa di un incendio che si era sviluppato nella sala server del piano meno due. L’incidente, all’epoca, aveva sprigionato fumi nocivi anche nei piani superiori, attraverso i sistemi di aerazione.
La protesta di ieri fa il paio con quella dei dipendenti, tornati al lavoro con le mascherine. I magistrati sono scesi in piazza indirizzando la dura lettera, oltre che al presidente della Corte d’Appello, al procuratore generale della medesima Corte e al procuratore della Repubblica, anche al ministero della Giustizia e all’Associazione nazionale magistrati.
Nella denuncia si chiede «al procuratore della Repubblica, anche quale titolare dell'azione penale, di voler cortesemente fornire con urgenza i chiarimenti richiesti (con la necessaria documentazione di sostegno), per poter garantire che la piena ripresa delle attività lavorative all’interno del palazzo di giustizia possa avvenire nella massima sicurezza per tutti».
Il palazzo di giustizia è di proprietà del Comune dell'Aquila, ma, secondo quanto si è appreso, la manutenzione dipende direttamente dagli uffici giudiziari ed è di competenza di aziende individuate dal ministero della Giustizia.(c.s.)
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