Rogo alla Bofrost: una vendetta?

Indagini dei carabinieri anche su alcuni ex dipendenti
AVEZZANO. Questioni concorrenziali o la vendetta di un ex dipendente scontento. Potrebbe essere questo, secondo gli investigatori, il movente che ha portato al rogo dello stabilimento Bofrost di via Cavour.
All’indomani dell’attentato incendiario avvenuto la scorsa notte nella filiale dell’azienda di surgelati, i carabinieri della compagnia di Avezzano, non stanno tralasciando alcun particolare.
Le fiamme hanno danneggiato il capannone, nel nucleo industriale, dove c’erano 15 mezzi, e distrutto cinque furgoni-frigorifero. Il piromane, inoltre, ha messo a soqquadro anche gli uffici dello stabilimento, probabilmente per inscenare un furto, ma senza portare via nulla.
Dall’azienda hanno già sottolineato di non aver mai subito minacce né rilevato tentativi di attentati e sabotaggi in passato, ma gli inquirenti indagano con la massima cautela. Il magazzino e la cella frigorifera non hanno riportato danni tali da comprometterne l'utilizzo.
Sono in corso rilievi sul materiale presente nella rimessa, mentre i vigili del fuoco consegneranno una relazione ai carabinieri sull’accaduto.
Le indagini sono coordinate dal luogotenente Bruno Tarantini.
Nella zona sono stati trovati i resti di una tanica di plastica, di quelle utilizzate per trasportare carburante. Forse proprio la benzina è stata utilizzata per incendiare i camion. Il danno non è stato ancora calcolato, ma si ipotizza possa essere ingente. La Bofrost è la più importante azienda italiana della vendita diretta a domicilio di surgelati e conta oltre 2.000 dipendenti e 300 collaboratori incaricati alla vendita. La filiale di Avezzano lavora in tutta la Marsica.
Pietro Guida
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