Rogo sul Gran Sasso, due perquisizioni dopo gli ultimi interrogatori dal pm

Si avvia alla conclusione l’inchiesta sulle responsabilità dell’incendio (nella foto), che ha distrutto ettari di vegetazione a Fonte Vetica. Venerdì sera, infatti, si sono svolti gli ultimi...
Si avvia alla conclusione l’inchiesta sulle responsabilità dell’incendio (nella foto), che ha distrutto ettari di vegetazione a Fonte Vetica. Venerdì sera, infatti, si sono svolti gli ultimi interrogatori degli indagati, ma già ieri mattina sono state fatte un paio di perquisizioni a Pietranico (Pescara) da parte dei carabinieri forestali del Nipaf. Non sembra che ci siano state acquisizioni ma, più in generale, l’intento attuale degli investigatori è di recuperare alcuni oggetti che sono stati fotografati dopo l’avvio dell’incendio, ma poi non sono stati trovati. In tempi relativamente brevi ci saranno gli avvisi di conclusione delle indagini e potrebbe anche esserci qualche nuovo sospettato. Va ricordato che gli indagati, quasi tutti di Pietranico, secondo la Procura aquilana, stavano cucinando arrosticini all’interno di un accampamento che avevano allestito in area Parco: lì, su un camioncino da cantiere, avevano sistemato una casetta di legno. Avevano acceso due fuochi: uno a terra e l’altro all’interno di una canalina metallica del barbecue per la cottura della carne, che si è rovesciata: lì è cominciata l’apocalisse. E ora, quelli che facevano parte di quell’accampamento si ritrovano sotto inchiesta con l’accusa di incendio boschivo in cooperazione colposa. Più nel dettaglio, secondo il pm Picuti, i sospettati «per negligenza, imprudenza e imperizia, hanno causato l’incendio che si è propagato nella vicina area di pascolo percorrendo una superficie di circa 300 ettari di cui 220 per pascolo, 50 di bosco e conifere, e il resto di latifoglie nel Parco Gran Sasso-Laga, a Fonte Macina. Poi ci sarà un’altra indagine sulla mancanza di misure di prevenzione che, almeno, avrebbero potuto limitare i danni. (g.g.)

