Roio, solo gli alpini pensano alla Pineta

14 Novembre 2015

ROIO. Da Fulgenzio Ciccozzi di Roio riceviamo: «Un'immagine di incuria e di abbandono è quella che si presenta a chi giunge a Monteluco. Roba da far impallidire anche il più avvezzo dei...

ROIO. Da Fulgenzio Ciccozzi di Roio riceviamo: «Un'immagine di incuria e di abbandono è quella che si presenta a chi giunge a Monteluco. Roba da far impallidire anche il più avvezzo dei frequentatori di questi luoghi. Un'atmosfera che cancella con un tratto di penna la pregevole storia di questa località montana, distante poco più di un pugno di chilometri dall’Aquila. E' chiusa la "Rotonda", è chiuso lo storico ristorante. Solo una selva di antenne ha preso il sopravvento occupando un enorme spazio sul cocuzzolo del colle. Elementi che non sono certo un buon viatico per chi volesse trascorrere qualche ora a contatto con la natura. Scendendo lungo una stradina ciottolosa che passa in mezzo alla fitta trama di conifere, accanto alla vecchia gabbia del lupo (fortunatamente in disuso da decenni), si sente il vociare di alcune persone: sono Manlio Ciccozzi, Francesco Palumbo e Giacomo Gigante che si adoperano per liberare i viottoli invasi dalla vegetazione e si prodigano per ripulire dalle sterpaglie una piccola fetta del bosco e togliere gli alberi caduti. E' solo un piccolo assaggio di quello che sarà poi l'annuale Giornata Ecologica, che si svolge proprio qui a primavera. I tre fanno parte del gruppo alpini di Roio, la cui sede è posta là vicino, un po' nascosta dagli alberi di pino. La "Casina delle volpi", così si chiama questo piccolo edificio che nel 2001 venne ristrutturato dagli stessi associati della sezione locale. Una casetta composta da due piccoli vani sovrapposti in cui si ritrovano i tesserati per le riunioni e i convivi. Dentro c'è un po' di tutto: tavoli, dispense, stufa, camino…. Le pareti sono tappezzate di foto e di gagliardetti con i simboli delle penne nere. Fuori è sistemata anche una piccola legnaia. E' Giacomo che si fa latore di alcune delle molteplici proposte che, se attuate, rivitalizzerebbero il "Polmone verde dell'Aquila" e il suo comprensorio. Una delle prerogative è senz'altro la necessità di bonificare e ripristinare la consistenza arborea nell'area interessata all'incendio che qualche anno fa devastò la "Pineta", nonché la rivalutazione della stessa attraverso la creazione di aree pic-nic e la realizzazione di un percorso con piazzole attrezzate per espletare attività ginnico-ricreative.