Romano e Palumbo: l’Ama corre il rischio scioglimento
L’AQUILA. «Nelle mani di quest’amministrazione ci sono il servizio pubblico cittadino della mobilità e i dipendenti dell’azienda che vivono una precaria condizione lavorativa. A meno di un mese dall’i...
L’AQUILA. «Nelle mani di quest’amministrazione ci sono il servizio pubblico cittadino della mobilità e i dipendenti dell’azienda che vivono una precaria condizione lavorativa. A meno di un mese dall’inizio dell’anno scolastico, le rassicuranti dichiarazioni dell’amministrazione comunale sul tema della mobilità cittadina continuano, purtroppo, a scontrarsi con una realtà ben più fosca di quella che si cerca di dipingere all’esterno».
A parlare sono i consiglieri comunali Stefano Palumbo (Pd) e Paolo Romano (Il Passo possibile), che aggiungono: «A fronte dell’annuncio dell’acquisto di quattro nuovi autobus di ultima generazione, reso possibile solo grazie ai fondi concessi al comune dell’Aquila dalla giunta D’Alfonso, nessuno dice delle difficoltà incontrate per l’immatricolazione dei mezzi Euro3 acquistati dal Comune di Milano a causa della mancanza da parte dell’azienda della necessaria idoneità finanziaria, vale a dire la capacità dell’impresa di assolvere agli obblighi connessi alla propria azienda. Difficoltà che rischiano di pregiudicare l’erogazione del servizio considerata la vetustà del parco mezzi e l’obbligo di rottamare, a scadenza delle rispettive revisioni, ben 25 autobus euro 0, ma che evidenziano il vero problema aziendale, quello del capitale sociale, ormai eroso. La gravità della situazione si evince chiaramente dalla richiesta, formulata dall’amministratore unico Berardi di procedere senza indugio ad un piano di ristrutturazione, al fine di scongiurare lo scioglimento della società. È giunta l’ora per la giunta di calare la maschera. Se si vuole salvare l’azienda, allontanando così le voci di un’occulta strategia per arrivare alla sua privatizzazione, c’è bisogno di serietà e concretezza, quella che finora la giunta Biondi ha dimostrato di non possedere».
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