Romano: «Molte le criticità che andremo a risolvere»

30 Giugno 2021

Il nuovo direttore generale Asl incontra i dirigenti delle unità operative del San Salvatore: «Temi come personale e strutture rischiano di segnare l’azienda, li affronteremo»

L’AQUILA. «Ci sono molte criticità che andremo a risolvere. Ho passato i primi giorni del mio insediamento proprio ad approfondire alcuni temi fortemente critici: aspetti strutturali, tecnologici, organizzativi e legati al personale che rischiano di segnare l’azienda se non vengono in qualche modo affrontati e risolti». Sono le parole di Ferdinando Romano, nuovo manager della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, a margine dell’incontro di ieri con i direttori delle unità operative dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, al quale hanno partecipato anche l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, il direttore dell’agenzia sanitaria regionale Pierluigi Cosenza e il direttore sanitario della Asl1, Alfonso Mascitelli.
Romano ha preso il posto di Roberto Testa, messo alla porta dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Secondo un dossier regionale a Testa vengono imputati una serie di fallimenti, a cominciare dalla gestione dell’emergenza Covid dell’azienda sanitaria aquilana e, in particolare, per le criticità riscontrate nella Marsica durante la terza ondata pandemica.
«Quello che leggo negli sguardi delle persone», prosegue Romano, «è una fortissima attenzione nei confronti di quello che la gente si aspetta da noi, del nostro dovere e della nostra funzione di servizio verso la comunità. Ovvero la natura del mondo della sanità; ho visto spirito di collaborazione, senso istituzionale e volontà di rafforzare la Asl in termini di qualità e quantità di servizi e, soprattutto, e questo è il mio punto fermo, di una fortissima attenzione verso le esigenze e i bisogni della popolazione. Questo servirà per recuperare una missione che da molto tempo, non è trascurata, ma non viene mai menzionata».
Il nuovo manager Romano ha infine parlato di «prime sensazioni molto positive» e di «lunga esperienza in questo settore».
Romano, 63 anni, docente universitario e dirigente al Policlinico Umberto I, ha firmato il contratto martedì scorso prendendo posto nell’ufficio lasciato dal suo predecessore. Resterà alla guida dell’azienda per i prossimi quattro anni. E mentre Romano prende confidenza con la gestione della Asl1, il defenestrato Testa è già tornato al vecchio incarico, quello lasciato meno di due anni fa, come direttore del distretto 7 dell’Asl Roma 2.
La prima nota di richiamo ufficiale firmata da Marco Marsilio e indirizzata a Roberto Testa, come raccontato lunedì dal Centro, è datata 1° marzo. «La presente», c’era scritto, «contribuirà, con altre comunicazioni, alla valutazione di un quadro complessivo del suo operato per l’espressione di successive, ulteriori valutazioni. Con l’invito a spendere (meglio) tempo ed energie, si chiede di evitare repliche alla presente, limitandosi a dare comunicazione dell’avvenuta realizzazione delle opere descritte». Un esame non superato per Testa, conclusosi con il defenestramento ufficializzato nella giunta del 21 giugno, due anni prima della naturale scadenza del mandato. Risolutivo è stato il dossier stilato dal Dipartimento salute guidato da Claudio D’Amario, che ha messo in fila una serie di carenze addebitate a Testa. Tra le inadempienze attribuite all’ex manager vi sono in particolare quelle legate alla gestione dell’emergenza Covid nella provincia, compresa la forte discrasia, relativa ai numeri forniti sui pazienti positivi al Covid durante una delle Unità di crisi, tra i dati comunicati durante l’incontro e quelli risultanti invece dalle piattaforme telematiche nazionali e regionali. Molte guarigioni, come è poi emerso, erano ancora presenti in piattaforma come casi positivi.
Nel frattempo, il direttore generale Romano si sta preparando per una serie di visite ispettive nelle strutture sanitarie della provincia.
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