Rombo di motori nelle vie È qui la storia delle corse

Bolidi di ogni epoca tornano a sfrecciare dopo 60 anni nel circuito di Collemaggio E all’Emiciclo si mettono in mostra delle vere e proprie leggende su quattro ruote
L’AQUILA. Ci sono voluti sessanta anni di attesa per tornare a sentire il rombo dei motori di vere macchine da corsa che sfrecciano lungo il tracciato del circuito di Collemaggio. Ieri, poco dopo le nove di mattina, i residenti meno mattinieri sono stati svegliati dalle auto che iniziavano a scendere per viale Crispi. Poche centinaia di metri a tutto gas, con le esplosioni tipiche dei motori sovralimentati: quanto basta per far rizzare i capelli agli appassionati, affastellati lungo il percorso e tenuti a distanza dal servizio d'ordine. Poi la frenata, per lo zig zag tra i birilli.
Organizzato dalla Drive Experience di Davide Cironi in collaborazione con il Comune, il Gran Premio dell’Aquila ha portato in città 47 auto sportive di varie epoche, tutte perfettamente funzionanti. Altre erano invece in mostra statica, ma capaci anche loro di far salire i battiti del cuore degli appassionati. C’erano le macchine arrivate dal Museo Stanguellini di Modena, il costruttore attivo nella produzione di auto da corsa dal 1937 e che oggi si occupa di auto d’epoca. Le auto dipinte di rosso erano accompagnate da Francesca, nipote del fondatore, che al termine della manifestazione ha ricevuto un riconoscimento dalle mani del vicesindaco Raffaele Daniele. A raccontare la storia delle vetture e dei piloti c’era Giancarlo Bruno, opinionista, commentatore sportivo e ingegnere di pista del pilota di Formula 1 originario di Giulianova Gabriele Tarquini.
Nel corso della mattinata c’è stato anche il tempo per un mini gran premio riservato ai bambini più piccoli, schierati sulla linea di partenza a bordo di piccole auto a spinta. Lungo il percorso si sono viste auto sportive di ogni tipo, dalla Ferrari F40 competizione, alla Lancia Delta Integrale, ad alcune gruppo 4. Ciliegina sulla torta, a fine giornata, la presenza lungo il circuito dell'Alfa Romeo 4C con motore Judd 3000 portata in gara poche ore prima al Terminillo dal teramano Marco Gramenzi, che ha centrato un nuovo successo in gruppo E2SH.
«Ecco, questo è il rumore di un moderno motore da corsa», ripeteva lo speaker al passaggio della splendida vettura di Gramenzi. Sotto il porticato dell’Emiciclo c’era anche la mostra allestita dalla One Group di Francesca Pompa coadiuvata dal maestro della grafica Duilio Chilante, con foto dell’archivio di Pierluigi Trojani, nipote di Amedeo Capranica, “don Amedeo”, unico giudice di gara ancora vivente dello storico circuito cittadino, iniziativa a cui ha collaborato anche Walter Capezzali, all’epoca esordiente del giornalismo aquilano.
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