Rose rosse per ricordare Saltarelli

12 Dicembre 2020

Pescasseroli, cerimonia ristretta per il 50° della morte del giovane attivista

PESCASSEROLI . Pescasseroli e Milano unite nel nome di Saverio Saltarelli, lo studente lavoratore originario dell’Alto Sangro morto a soli 23 anni nel capoluogo lombardo durante una manifestazione per il primo anniversario della strage di piazza Fontana. Il giovane abruzzese, attivista per i diritti degli studenti e dei lavoratori, venne colpito al petto da un candelotto lacrimogeno sparato per disperdere la folla. Era il 12 dicembre del 1970. Oggi, nel 50° anniversario della sua uccisione, Silvano Di Pirro e Domenico Neri deporranno una corona di rose rosse davanti alla lapide di Saverio che riposa nel cimitero di Pescasseroli. Figlio di un pastore del posto, Saltarelli aveva lasciato le montagne abruzzesi alla volta di Milano per motivi di studio. Nel ’68 aveva sposato le cause del movimento studentesco, mentre l’anno successivo si era schierato al fianco dei lavoratori. Anche a Pescasseroli si era distinto, fu uno degli animatori del primo circolo culturale dell'Alto Sangro nonché della prima lotta contro lo sfruttamento dei lavoratori. «Tutte le iniziative che avevano in mente per la celebrazione del cinquantesimo anniversario della morte di Saltarelli saranno rimandate al prossimo anno», spiega Di Pirro, «compresi la pubblicazione di un libro scritto a più mani e la proiezione di un docufilm entrambi ispirati alla sua storia. Oggi nelle forme consentite dall’emergenza sanitaria verrà solo distribuito un volantino in ricordo della figura di questo giovane poiché tutti siamo figli di quella triste vicenda». Ogni anno il 12 dicembre Saltarelli viene ricordato nella sua Pescasseroli e a Milano. (f.d.m.)
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