Rossi denuncia: il mio cane finito al canile

15 Febbraio 2023

OFENA. «Questa mattina mi è stato restituito dalla Asl dell’Aquila il mio cane di razza dachsbracke di nome Brena, sequestrata sabato sera dall’associazione Enpa, chiusa in una stanza con poche...

OFENA. «Questa mattina mi è stato restituito dalla Asl dell’Aquila il mio cane di razza dachsbracke di nome Brena, sequestrata sabato sera dall’associazione Enpa, chiusa in una stanza con poche crocchette per terra senza una ciotola di acqua». A raccontarlo è Dino Rossi, imprenditore e proprietario del cane. «Ai veterinari», continua, «hanno detto di averla chiusa per proteggerla da altri cani e da qui si vede che i delegati dell’Enpa non conoscono le razze dei cani. Brena vive in libertà in azienda allo scopo di allontanare i cinghiali dai campi limitrofi, a volte si allontana alla seguita del selvatico e dopo un po’ fa ritorno, è nella genetica di questa razza, molto territoriale e padronale». Sabato scorso, il cane sparisce e l'animale viene rintracciato la domenica mattina a Ofena dall’Enpa, che contatta la Asl per il prelievo. «Fino a lunedì mattina», prosegue Rossi, «nessuno mi ha comunicato dove fosse finita Brena, ero tanto preoccupato che ho inoltrato la denuncia ai carabinieri di Capestrano e solo la sera ho appurato che Brena era stata trasferita nel canile della Asl dell’Aquila». Sull’Enpa, che a Ofena gestisce una sorta di albergo diffuso per cani, Rossi spiega che avviserà dell’accaduto l’Enpa nazionale per «far dirigere questa struttura da persone che conoscono le problematiche del territorio».